- Poesie -
Coincidenze Si parte Che bello essere italiani Lungomare Aveva capito Dolce paese D'improvviso, la Primavera Fiammata Pioggia a settembre L'armadio delle vergogne |
| » Coincidenze « |
Oggi è rinato un pezzo di cuore,
bello, giovane, da perdere le parole,
che grande impeto può avere un lontano amore.
Fatemelo dire, una coincidenza è fatale,
una scossa che rianima,
ancor di più se lei è "immortale".
Ormai non posso farci niente,
se non sottostare e andare avanti,
e tenermela dentro la mente.
Ora mi domando che sarò,
nei percorsi ormai delineati,
quale strada prenderò.
Rit. Coincidenze come questa sono vita da scalare,
improvvise e inaspettate,
come fai a non ascoltare.
Rit. Coincidenze come questa fanno piangere e ridere il cuore,
e la vita le percorre,
senza fare troppo rumore. |
| » Si parte « |
Si parte, da casa si parte,
le valigie sono piene,
all'ultimo momento sono pronte.
Ci ho messo poca roba,
sperando di star via poco,
i miei jeans, il giubbino nuovo,
il maglioncino rosso, quello non manca mai,
bello e pesante perché li fa freddo,
rosso come il tramonto di casa,
che mi porto dentro.
In partenza, il treno che parte,
anche se mi sporco di nero,
anche se non trovo posto,
nel treno mi sento a mio agio,
anche se è come viaggiare in una pattumiera,
va bene lo stesso,
e poi ho paura di volare.
Tanto c'è gente come me e riesco a parlare,
tanto il treno prima o poi dovrà arrivare,
il treno si dovrà fermare.
E arrivo e la testa che parte,
va giù verso casa
e rivedo il mare,
poi sento l'annuncio in stazione,
e tutto ritorna reale,
la mia vita, lontano da casa,
per potere anch'io lavorare,
la mia vita in questa grande città,
dove c'è un così grande rumore,
da non poter sentire più il mare. |
| » Che bello essere italiani « |
Che bello essere italiani, amanti, artisti e navigatori,
nel nostro bel paese, dove c'è sempre il sole,
veneti, toscani e siciliani, ci piace farne di tutti i colori.
Di tutto quello che è da mangiare, l'italiano è grande intenditore,
ingoiamo giù tutto e con grande facilità,
soprattutto se ce lo dice sua maestà nostro televisore.
E critichiamo i politici nostrani, quelli corrotti e strapagati,
ma poi, come in un grande miracolo italiano,
sono i politici con le tasche più gonfie ad essere sempre i più votati. Mah!
Che bello essere italiani, amanti, artisti e navigatori,
nel nostro bel paese, dove c'è sempre il sole,
pugliesi, trentini ed emiliani, ci piace farne di tutti i colori.
Siamo altruisti e solidali, il prossimo sappiamo amare,
davanti ai barconi pieni di fuggiti ammassati,
gli andiamo sempre incontro, per farli però a casa loro ritornare.
E di essere uomini liberi per noi italiani è vero, è reale,
agiamo senza intromissioni con la testa e d il cuore,
almeno che non ci troviamo davanti sua Eminenza un Cardinale. Mah!
Che bello essere italiani, amanti, artisti e navigatori,
nel nostro bel paese, dove c'è sempre il sole,
sardi, abruzzesi e lucani, ci piace farne di tutti i colori.
Che bello essere italiani, che bello essere italiani,
siamo tanti e tutti quanti...strani!
Ma va bene così, che bello essere italiani. |
| » Lungomare « |
Nel lungomare c'è sempre un gran via vai,
di gente, che non lo ha lasciato mai,
stressati, frustrati, sognatori e innamorati,
e li che si meravigliano e non lo scordano mai.
E il sole e la luna da sempre lo guardano,
un po' per volta lo illuminano,
custodi di una bellezza,
che non abbandoneranno mai.
Nel lungomare si incrocia sempre una lei,
la cerchi o non la cerchi, sempre la vedrai,
bella, con gli occhi del mare,
come non l'hai vista mai.
E passandoci è il mare,
che ha sempre da dirti qualche cosa,
e se non ha niente da dirti,
di salutarti non lo scorderà mai.
E' in fondo c'è sempre un porto,
pieno di barche e navi viaggianti,
coi pescatori da tempo pazienti
e i fari che ti illuminano il mare.
Nel lungomare vedrai le cose belle, più belle che mai,
la pagina di un libro, i suoi amori, i suoi eroi,
la più ricca che hai,
nel lungomare vedrai, i tuoi giorni passare,
a cavallo del tempo li vedrai,
più belli che mai. |
| » Aveva capito « |
In mezzo a quel mondo dei pochi,
dove si notavano solo balconi e finestre,
macchie di un mondo moderno,
ripieno di vite e speranze.
E' li, che aveva capito
le idee smontate e rifatte,
di chi usava il bene,
per poi far solo del male.
E' li, che aveva capito
le donne, quella parte di se,
che gli altri non avevano capito
e mai sono riusciti a capire.
Per lui era solamente normale,
provare a salvare dal male,
il bene di un sottomondo,
che era più grande del mare.
E' li, che aveva capito,
quanto scrivere poteva aiutare,
che la poesia poteva fare capire,
cosa vuol dire riuscire ad amare.
E' li, che aveva capito,
maestro di vita ormai aveva intuito,
che li doveva finire,
vicino al mare doveva finire.
Per questo poteva parlare,
dei pochi poteva parlare,
amarli fino a rischiare,
di non poterli mai più amare.
Lui si poteva osare,
di dire che era sbagliato,
sentirsi difensore dei pochi,
facendo poi parte dei tanti,
sentirsi ispirati dai miti,
e li arrivare e fermarsi. |
| » Dolce paese « |
Dolce paese andai ad incontrare,
verde coi suoi imponenti pini
e poi rosso coi papaveri dormiglioni,
il dipinto di un pittore pazzo.
Soave quel cantico,
opera di quei fringuelli passeggeri,
che con la loro frenetica melodia ,
sembrano non voler andar più via.
Lieve quel ruscellare,
con il suo soffice fruscio,
di tanto in tanto intonato dai suoi rispettabili residenti,
così festosamente insieme.
Dolce gente vi incontrai,
una grande immagine variopinta
di bontà ed amore,
pronta sempre a tenderti la mano,
in ogni balordo istante. |
| » D'improvviso, la Primavera « |
Questa nostra vita
è una penombra così intensa
e allo stesso tempo così inerme,
che fa finta di vivere,
senza sapere di morire.
I suoni, i colori, i sentimenti, le azioni,
che sono senza corpo,
chi li vede, chi li sente!
Noi dobbiamo raggiungere la luce,
lasciarci alle spalle l'oscurità
e a testa alta andare avanti,
con gli occhi aperti e le spalle larghe.
E' così che la vedremo,
è così che l'avremo,
d'improvviso, la Primavera. |
| » Fiammata « |
Una miccia,
che innesca un fuoco intenso,
una fiamma incandescente,
che tutto arde, fuori e dentro,
una energia,
che esaurisce le menti,
che riempie le vene,
innescando la lingua "vivace",
un vulcano,
che trova sfogo in modo intenso,
spargendo la natura di lava calda,
nell'armonia dei corpi in fiamme,
la morte,
una fiamma appena spenta,
una energia ormai esaurita,
una vita che non è più viva. |
| » Pioggia a settembre « |
Pioggia a settembre,
puntuale consuetudine
di fine ed inizio,
fresco profumo,
segnale inconfutabile
di un arrivo aspettato.
Abbagli e frastuoni,
frequenze di percussioni
si fanno sentire,
lieve fruscio,
melodia tintinnante
ti farà dormire.
Lacrime lente di foglia,
sulla terra ormai umida,
quiete che ne prova il passaggio,
annuncio di stagione finita,
nella vita sempre uguale,
sereno che dovrà tornare. |
| » L'armadio delle vergogne « |
Lo immagino solo, segreto,
usurato dai tempi,
e poi colmo, ingombro, tanto ingombro...
Rottami, pezzi di ferro arrugginiti,
scatole, carte, piombo, cemento,
e poi, uomini, donne, bambini,
eroi...
Tutto dentro il suo grembo,
verità e menzogne,
tutto ben conservato,
preservato agli occhi indiscreti,
annullato alle realtà presenti.
Tutto quel che resta è Lui,
solo e segreto,
il nostro vecchio armadio delle vergogne... |
|