- Canzoni -
Bolero nero La scatola di soldatini morti Paolo Odeon e Marisa |
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Su di una dama impigliata nel contegno dell' abito nuovo
sopra un marito ingrassato un pò troppo per esser devoto
Su di un' orchestra costretta dentro a un bolero nero
ogni sei stecche qualche sorriso e un cero
C' è un funerale lì sotto l' imbarazzo fa rider di poco
ma ballano tutti tra l' estintore e il fuoco
chi al folle ubriaco ha lodato, chi al gesto puerile ha concesso
chi ha sentito sfumare il bolero, chi ha voglia di un tango adesso
Ma che malagrazia quel vecchio che tocca il sedere alla notte
che batte il tempo in ritardo scalando i minuti alla morte
di scender per primo le scale avrà di certo paura
nessuno che gli ha raccontato nessuno che poi glielo giura
La formalità del rito l' imparzialità del dito
il giudice costituito a due metri d' altezza da terra
le fiamme col grasso che cola, lo zerbino di chiodi all' ingresso
l' invito di un anima in fiamme: " Hai voglia di un tango adesso?"
Su di una dama impigliata nel contegno dell' abito nero
sopra un marito ingrassato un pò troppo per esser sincero
Su di un' orchestra costretta tra l' estintore e il fuoco
altre sei stecche come se fosse un gioco
Ma che malagrazia quel vecchio che al gesto puerile ha concesso
nessuno che gli ha raccontato zerbini di chiodi all' ingresso
ne fiamme col grasso che cola, ma c' è un funerale lo stesso
e un bolero di precarietà, “Chi ha voglia di un tango adesso?” |
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Il Generale fu ferito
fu ferito ad una gamba
i vermi, d'alcool, inebrierà
disinfettando di pietà
l'ingrata terra
ed il Sergente: -Meglio di niente-
tirava sassi nell'acqua scura
contro la noia, un dì, gridò
-Dobbiamo spingerci più a nord!-
-Fuoco alle nuvole!-
girò la ruota, pescò la morte, contro una manica di cittadini insorti
ed un soldato semplice come
un cuore a muro, un albergo a ore
fiore di un campo senza età
già bombardato per metà
dalla monotonia
provò a spiegare il suo dolore ad un esercito di manichini sordi
suona l'allarme, ogni mattina,
rilasso il cuore, è solo un'altra esercitazione
vedi i bagliori? Quello più smorto è la realtà
l'ho barattata, questo Natale, per una scatola di soldatini morti
domani parto, invado il nord e un qualche senso lo avrà |
| » Paolo Odeon e Marisa « |
Io di mestiere faccio le strade,
dal macadam salgo le scale
per affacciarmi a una finestra
che non contemplerò
chi distingueva tra dolore e nebbia
si è convertito già da un po'
nell'acre odore del disastro
che non contemplerò
CAPITA, MARISA, CAPITA
CAPITA, MARISA, CAPITA
quel manichino sembra un uomo
ha il cravattino un po' retrò
moriva lì la sua eleganza
Io, in tasca i fiori del mattino, il talismano delle tre, il bar azzurro dell'addio
lei, scrive in prosa ormai, versa una lacrima d'oblio
per ogni giorno che c'è Dio e anche per quelli che non c'è
io di mestiere faccio le strade,
l'asfalto lucido del nord
nel vento pigro dell'estate
che non contemplerò
ed appoggiato al davanzale
guardo la vita da un oblò
mentre sfrecciavano gli sbagli
che non contemplerò
CAPITA, MARISA, CAPITA
CAPITA, MARISA, CAPITA |
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