Bardamù Polka Di Warsava Decervellamento Marajà Canzone A Manovella I Pagliacci Marcia Del Camposanto I Pianoforti Di Lubecca Suona Rosamunda | Intermezzo Contratto Per Karelias Solo Mia Corre Il Soldato Signora Luna Con Una Rosa Nella Pioggia Resto Qua |
| » Bardamù « |
Per quanto scura
la notte è passata
e non lascia che schiuma
di birra slavata
e una spiaggia
e una linea di sabbia
è il fronte di un addio
gli altri si cambino l'anima
per meglio tradire
per meglio scordare
Bum Bum Bum
Bardamù
Bum Bum Bum
Bardamù
Corazzieri Trapanati!
All'armi in fila! Agli aerostati!
Dirigibili all'idrogeno
nell'aria si involano
e le ballerine in fila
danzano
danzano
leggere, leggere in tutù
leggere, leggere di più
della mia porcheria
Sparato tra gli astri in pallone
rigonfio di musica
solo al richiamo più lontano
voglio la notte
e la voglio senza luna..
Ma niente canzoni d'amor
mai più mi prendano il cuor
la notte è passata e le nuvole
gonfiano schiuma di Baltico e cenere
e cenere avrò...
Bum Bum Bum
Bardamù
Bum Bum Bum
Bardamù
leggere, leggere in tutù
leggere, leggere di più
della mia porcheria
Se è circo che vogliono
circo daremo
e cariole di occhi e rimpianti
e fosforo e zolfo
e profumo di niente
e di Nord
e ancora si cambino l'anima
per meglio tradire
per meglio scordare...
Ma niente canzoni d'amor
mai più mi prendano il cuor
la notte è passata e le nuvole
gonfiano schiuma di Baltico e cenere
e cenere avrò...
(l'emozione è tutto nella vita,
quando siete morti è finita...
l'emozione è tutto nella vita,
quando siete morti è finita...) |
| » Polka Di Warsava « |
Il cielo è fosforo
La terra è cenere
sferraglia celere
Il treno e va
Sui bastimenti
Va la fanfara
La terra implora
Un altro brindisi |
| » Decervellamento « |
(Tratta da Chanson du Decervellage da UBU ROI di Alfred Jarry)
Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d'Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti
Quando la domenica era bella
ci vestivamo a festa per andar
in via dell'Euchadé tanto per fare
contenti di veder decervellare
I nostri due marmocchi impiastricciati
brandendo lieti i miseri balocchi
salivan su con noi nella vettura
felici correvamo in via Euchadé
Strozzati tutti quanti allo steccato
menando colpi per meglio veder
cercando sotto i piedi un asse o un sasso
per non sporcar di sangue gli scarponi
Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar
Eccoci bianchicci di cervella
i pargoli ne mangiano e noi pure
il palotino affetta con livore
e le ferite e i piombi ci godiamo
Poi vedo sulla macchina spaurito
un brutto ceffo che mi torna poco
ti riconosco in faccia bel tomino
ci hai derubati e non mi fai pietà
A un tratto per la manica mi tira
La sposa mia che avanza con premura
Ma sbattigli sul muso un bel piastrone
Che il palotino si è girato in là
Sentendo il suo superbo ragionare
Mi gonfio di coraggio e da insolente
Di merdra al ricco tiro una gran piastra
Che in faccia al palotino si spatacca
Di colpo oltre il recinto son menato
Dalla folla inferocita strapazzato
E son caduto dritto a testa in giù
Nel vortice da cui non torni più
Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar
Ecco cosa capita a chi ignaro
Passeggia per veder decervellar
In via dell'euchadé da malaccorti
Si parte vivi e si ritorna morti |
| » Marajà « |
É arrivato sul pallone con il botto del cannone
É arrivato sul treruote con la gotta sulle gote
É arrivato in aerostato, coi forzuti del Caucaso
sul Mercedes cabinato è arrivato il Marajà
Col monocolo e il ciclofono
va in rivista il Marajà
s'alza l'asta del ginnasta
quando passa il Marajà
si sollevano i manubri
dei sollevatori bulgari
si spara l'uomo cannone
quando passa il faraone
apre il mazzo anche il pavone
se lo chiede il Marajà
si scompiscia si sganascia
si oscureggia il Marajà
raglia tutta la marmaglia
quando raglia il Marajà
sguaian forte i commensali
versan gli otri ed i boccali
il pascialato si stravacca
se stramazza il Marajà
ma zittiscono e squittiscono
se sternuta il Marajà
si stupiscono e svanisono
se si acciglia il marajà
i giannizzeri ottomani
fanno guardia ai suoi divani
col ventaglio e col serraglio
danno lustro al Marajà
la circassa su una stola
di ermellino si consola
gli occhi viola si ristora
sui coscini di taftà
alle corse degli struzzi
fa la mostra dei suoi vizi
sognan tutti i suoi topazi
di diventare Marajà
Marajà! Marajà!
Astanblanfemininkutan
Melingheli stik e stuk
Malingut!
Con l'Uncino e la Phinanza
si rimpinza il Marajà
tutti accoglie tutti abbaglia
tutti ammalia il Marajà
fa da padre e da padrino
alza tutti al suo destino
non bisogna più pensare
pensa a tutto il marajà
ma t'attacca con riguardo
tutto il marcio del suo sguardo
se non credi più a nessuno
niente crede neanche a te
i miei sogni se li è presi
l'uomo nero e non li ha resi
l'uomo nero che li tiene
e ti trattiene un anno intero
m'han coperto tutto d'oro
e poi mi han lasciato solo
solo, solo qui a pensare
a diventare marajà
Marajà! Marajà!
Astanblanfemininkutan
Melingheli stik e stuk
Malingut! |
| » Canzone A Manovella « |
Siamo una barca chiusa
nella bottiglia del bettoliere
fermi nel bagnasciuga
non ci spostano da sedere
il tempo è un alambicco
che piano piano ci cola a picco
nel ghiaccio in mezzo al mare
senza un messaggio da riportare
15 uomini sono andati
se li è presi la morte secca
dietro il molo della Giudecca
la marina s'affoga alla spina
sul manometro del timone
brilla il calibro del cannone
la corvetta sta di vedetta
che non si stappi quel collo in fretta
sottocoperta la ciurma canta
sopracoperta la ciurma crepa
savoiardi nella congrega
inzuppati dentro la strega
sulla poppa sta il commodoro
sulla rotta rolla la botte
il pappagallo sta sulla spalla
e la bottiglia ci tiene a galla
ma un giorno sotto sale
una sorpresa venne dal mare
dal fondo di uno scoglio
nero di seppia come il petrolio
un lampo brillò a squame
nell'abisso di verderame
un eco scosse la chiglia
della ciurma nella bottiglia
si butta il palombaro
con la sua tuta da calamaro
calato per il paranco
chiuso nel piombo dello
scafandro
va a spasso sul fondale
soffia nel mantice col pedale
appeso per il boccaglio
suona l'armonica a
quell'abbaglio
canzone a manovella
canzone a manovella
per la coda della mia bella
serenata marinata
per la notte che se n'è
andata
serenata di capodoglio
per il mio cuore chiuso
sott'olio
nel vapore del mattino
s'è dipinto un arcobaleno
sull'ottone della panchina
la sardina s'asciuga il seno
per il canto che lí rovina
per la grazia che li avvicina
tutt'intorno si fan la scrima
con le foche da brillantina
beccheggia bagnarola
solo la rotta ormai ci consola
a spasso in mezzo al mare
senza un messaggio da riportare
stregati sotto vetro
niente più ci riporta indietro
solo gli occhi di una sirena
con la coda di una balena
canzone a manovella
canzone a manovella...
per la coda della mia bella
serenata marinata
per la notte che se n'è andata
serenata di capodoglio
per il mio cuore chiuso sott'olio
a spasso in mezzo al mare
senza un messaggio da riportare
solo per gli occhi di una sirena
con la coda di una balena |
| » I Pagliacci « |
Un tempo ridevo soltanto
a veder l'incanto di noi
vestiti di piume e balocchi
con bocche a soffietto
e rossetto negli occhi
scimmie, vecchiette obbedienti
e cavalli sapienti
sul dorso giocar
ridere era come amar
poi ripetendo il mestiere
s'impara il dovere di recitar
e pompa il salone il suo fiato
e il riso è sfiatato dal troppo soffiar
di creta mi pare il cerone
s'appiccica al volto
il mal del buffone
ridere vorrei stasera
ridere vorrei per me
Un Due Tre!
all'erta gli elefanti in piedi
saltino le pulci avanti
attenti passa il domatore!!
L'anima che ride
ride e sempre riderà
come una preghiera
i trapezi ronzavano elettrici
uccelli di piuma di un mondo di luna
legati i compagni per mano
libravan da pesci
vicini e lontano
si sfioran d'un tratto i due bracci
appesi nell'aria
come due stracci
sul sangue buttarono rena
ed entran di corsa i pagliacci.
E sempre ridere per compiacere
la sala piena da mantenere
che bello udire
l'applauso ilare
gonfiar la sala
scacciare il male
e sempre cedere con batticuore
a sogni e parole
da far scoppiare!!
Il padrone ha la tuba allungata
ed ha baffi arditi
e in fondo già sa
che restiamo alla frusta qui uguali
felici e incapaci di esser normali
e allora ridano gli altri di noi
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri per noi. |
| » Marcia Del Camposanto « |
E lo portaron al Camposanto
gonfio di birra
senza rimpianto
se lo portaron
seduto in trono
quattro becchini
al passo lento del perdono
due passi avanti
tre passi indietro
sotto la luna livida dello spineto
la cinciallegra
rimase affranta
il gallo dorme
e la civetta canta
nelle pannocchie
tra il frumentone
passò il bastone curvo della processione
la cornacchia
gracchia alla macchia
la gazza luccica
sul becco del trombone
e per la lagna
della malogna
che non portasse un'altra volta la scalogna
l'arciprete
non volle messe
e solo un tocco al sacrestano gli concesse
e la buonanima
del Materdomina
soffia nel mantice della fisarmonica
la marescialla
zoppa di guerra
balla la polka
della stampella
nel tabernacolo
del camposanto
la mammanonna lo depose come un guanto
dentro la cassa
porta il tesoro
e sopra gli occhi
due zecchini d'oro
e per la Grazia
del suo Mistero
e per la cantica e la tremola del cero
dalle stelle
sparate in cielo
la luna venne
col suo manto nero
gli tolse gli occhi
gli tolse il pianto
che non portasse l'amarezza dentro il campo
si prese in cambio
l'oro zecchino
e lo brillò nell'oro in bocca del mattino
e per la Grazia
dello zecchino
brillò più forte l'oro in bocca quel mattino |
| » I Pianoforti Di Lubecca « |
Una notte sul canale di Lubecca
in una vecchia fabbrica di polvere
da sparo
lì giacciono nella polvere accatastati
i vecchi pianoforti
dalla guerra abbandonati,
cani senza più padroni
sull'attenti come vecchi
maggiordomi,
e in quelle casse sorde e impolverate
giace lì il silenzio
di milioni di canzoni
Ma una sera come in un incanto
un vecchio Duysen disse al piano suo di fianco
i piedi ad altri piedi
più torniti avvicinò
e a mezzavoce dolcemente sussurrò
"Signora Blutner
non stia a pensare
quello che è stato
non tornerà
se ci hanno dati
tutti all'incanto
ora all'incanto
ceda il suo cuor..
se le caviglie sono allentate
e quei notturni non suona più
sfiori i miei tasti
prenda i miei baci
ed all'incanto
ceda il suo cuor.."
Se le cordiere si sono allentate
e il tempo non mantiene
più una nota insieme
scordiamoci anche noi di quel che è stato
scordiamoci d'un colpo del passato
ci suoni mister Kaps una "berceousa"
sul fortepiano a rulli
il principe Steinway
gli inglesi a baionetta!
cinguetti la spinetta!
la balalaika russa dell'ussaro Petrov!
(strumentale)
"Se le caviglie sono allentate
e quei notturni non suona più
sfiori i miei tasti
prenda quei baci
che mi fan sognar
Signora Blutner
ma che le pare
Quello che è stato
non tornerà
se ci hanno dati
tutti all'incanto
ora all'incanto
ceda il suo cuor.."
ed all'incanto cedo il mio cuor |
| » Suona Rosamunda « |
Arrangiamento - V. Capossela -T. Vittorini
Suona la banda prigioniera
suona per me e per te
eppure è dolce nella sera
il suono aguzzo sul nostro cuor
cade la neve senza rumore
sulle parole cadute già
fino nel fondo della notte
che qui ci inghiotte e non tornerà
il passo d'oca che mai riposa
spinge la giostra, spinge la ruota
con i bottoni e coi maniconi
marciano i suoni vengon per noi
suona Rosamunda
suona che mi piaci
suonano i tuoi baci
nella cenere ancor
suona Rosamunda
suona che mi piaci
brucino i tuoi baci
nella cenere allor
si bruci il circo si bruci il ballo
e le divise ubriache d'amor
che non ritorni più a luce il sole
che non ritorni più luce per noi
le marionette marciano strette
dentro la notte tornan per noi
suona Rosamunda
suona che mi piaci
suonano i tuoi baci
come fuoco d'amor
brucia Rosamunda
brucia che mi piaci
brucino i tuoi baci
nella cenere ancor |
| » Intermezzo « |
(Tradizionale)
Nicolae Kostantin - Fisarmonica |
| » Contratto Per Karelias « |
(Musica originale di Markos Vamvakaris)
Sulla pelle ti ho tatuata
come un crotalo per farmi ricordar
dell'aspide nel cuore
che mi succhia succhia la tua crudeltà
ora non sento più dolore
non c'è niente niente c'è più da succhiar
gli anni buoni che ti ho dato
niente ormai me li può fare ritornar
oltre agli occhi ti ho lasciato
una casa di tre piani e il mio divano
ma non importa che ho perduto
ora vado più leggero e senza aiuto
da Salonicco a Kalamata
da dieci giorni mi divora la ferrata
nella spezia della sera
dal Bosforo d'argento fino a Izmir
bevo rakja rakja vieni
a consolarmi dalla pena e dal dolor
prenderò questa discesa
senza più fermarmi ancora dietro a te
se consumavo come cera
ora è la brace che consuma anche per me
ho un contratto per Karelias
fuma fuma l'illusione e fumo anch'io
cala la luna e io non spero
l'illusione è lusso della gioventù
cala la luna e io non spero
l'illusione è lusso della gioventù |
| » Solo Mia « |
Versione italiana - testo, arrangiamento Vinicio Capossela
TRADIZIONALE ZIGANO
Guardo il cielo che risplende
e mi chiedo dove sei,
cerco te ma dove sei
dove sei, dove sei
e anche il cielo che risplende
non mi dice dove sei
cerco te ma tu chi sei
tu chi sei, tu chi sei
pioggia vento, triste gioia
anche in cielo vedo
cerco te ma tu chi sei
di chi sei, di chi sei
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
solo mia non sei
ah ah ah.......
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
di chiunque tu ora sia
solo mia non sei |
| » Corre Il Soldato « |
Chiamami ora
che la tua pelle non mi consola
né la tua pelle,
né il tuo viso diviso
e un'ombra scura è scesa
lunga su di noi
un treno è passato
un treno nero e pieno
corre il soldato
corre la strada
sulla terra bruciata
corre la notte e dice che
non tornerà per me
brancola la sposa
brancola il suo velo di rosa
si strappa a pezzi
dorme e non riposa
e un treno ancora
non la porta più per me
casa su casa
dov'è la casa ora che il cielo è caduto
e cade a pezzi giù dal cielo perduto
e l'alba ancora
non ritorna più per me
sognami qui come ero
sognami
com'eri tu
non ritorna il tempo per noi
ora sai com'era vero
ora sai com'eri tu
sognami qui come nero
sogna di com'eri tu
non ritorna il tempo per noi
ora sai com'era vero
ora sai com'eri tu |
| » Signora Luna « |
(Parole V. Capossela, musica di ispirazione tradizionale)
Persa nel cielo
lungo la notte del mio cammino
sono due luci
che mi accompagnan
dovunque sto
una nel sole
per quando il sole
mi copre d'oro
una nel nero
per quando il gelo
mi vuole a sé
signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi
dov'è la strada che porta a me
forse nel sole
forse nell'ombra
così par esser
ombra nel sole
luce nell'ombra
sempre per me
perse nel cielo
lungo la notte
del mio cammino
sono due luci che brillan sempre
dovunque sto
brillano alte
brillano intense
finchè par essere
che siano gli occhi
di chi ho già perduto
che veglian per me
signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi dov'è la strada
che porta a lei
non se ne adombri
signora luna se non ho amato
diglielo a ella
che solo ella
veglia per me
non se ne adombri signora luna
se non ho amato
solo negli occhi
di chi è già stato
veglia per me |
| » Con Una Rosa « |
Con una rosa hai detto
vienimi a cercare
tutta la sera io resterò da sola
ed io per te
muoio per te
con una rosa sono venuto a te
bianca come le nuvole di lontano
come una notte amara passata invano
come la schiuma che sopra il mare spuma
bianca non è la rosa che porto a te
gialla come la febbre che mi consuma
come il liquore che strega le parole
come il veleno che stilla dal tuo seno
gialla non è la rosa che porto a te
sospirano le rose nell'aria spirano
petalo a petalo mostrano il color
ma il fiore che da solo cresce nel rovo
rosso non è l'amore
bianco non è il dolore
il fiore solo è il dono che porto a te
rosa come un romanzo di poca cosa
come la resa che affiora sopra al viso
come l'attesa che sulle labbra pesa
rosa non è la rosa che porto a te
come la porpora che infiamma il mattino
come la lama che scalda il tuo cuscino
come la spina che al cuore si avvicina
rossa così è la rosa che porto a te
lacrime di cristallo l'hanno bagnata
lacrime e vino versate nel cammino
goccia su goccia, perdute nella pioggia
goccia su goccia le hanno asciugato il cuor
portami allora portami il più bel fiore
quello che duri più dell'amor per sé
il fiore che da solo non specchia il rovo
perfetto dal dolore
perfetto dal suo cuore
perfetto dal dono che fa di sè |
| » Nella Pioggia « |
Sulla pe
sulla pe
sulla pelle e su noi
cadono perle stasera
le insegne dipingono amanti
dai vetri rigati al vapore
nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
i cani non trovan padroni
e suona l'orchestra a gettoni
e i cinesi non chiudono mai
nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
è un disco d'inchiostro e di cera
la strada
e i solchi li suonan le suola
camminando, camminando
cade la pioggia..
la pianola, la pianola
spazza la sera
gli ombrelli sbocciano agli angoli
nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
le rose non seguono i guanti
ritornano a mazzi ambulanti
dov'è che dormono i tram
questa pio
questa pio
questa pioggia è per noi
e brilla di ferro e binari
ritaglian le stoffe e le ore
le lancette dei grandi orologi
nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
gli ombrelli sbocciano agli angoli
e appesi
voliamo anche noi
gira, gira
gira la pioggia
la pianola, la pianola
spazza la sera
piccolo piccolo è il cielo
e grande
più per noi |
| » Resto Qua « |
Resto qua
e la miseria sa cosè l'amor
Natale è già passato
e non sono ritornato
lambrette e motorette
spernacchiano l'oscurità
ecco qua
finito lo spettacolo e il miracolo
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
scrosciano gli applausi
la pioggia li riporta qua
ecco qua
e lo Smeraldo splende sempre
anche per noi
sugli ombrelli e sui cappelli in fila
sull'atrio e sui gemelli
il sipario resta
e non ci sei tu
e non ci sono io
resto qua
mi abbagliano le macchine e i fanali
tre milioni d'anime
non ne fanno una
e quella che ora manca era la mia
ecco qua
e le finestre cambiano i padroni
passano le macchine a milioni
e i miei calzoni
adesso stanno in piedi anche da soli
resto qua
se non hai dato tutto non hai dato ancor
la lama taglia sempre dov'è fine
dov'è fine è il cuore
conosco la mia strada
e la strada riconosce me
ecco qua
regala perle il vento
e ne regalo anch' io
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
il sipario resta
io me ne vado via |