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| Vidomàr |
Ho Solo Un'Anima Lavoro Inutile Lieve Quelli Come Me Mare Blues Da Qui | Govinda Quasi Luna La Parte Migliore Di Me Anima Blues Vidomàr |
| » Ho Solo Un'Anima « |
E ora guardami se vuoi
è una vita che lo sai
sarà semplice perchè assomigli a me
e ora ascoltami se puoi hai amici che non vuoi
non mi chiedere perchè e vola via con me
vieni sul divano
prendimi la mano e spogliati
e parlami di te
vieni piano piano chiudi gli occhi
e poi sorprendimi e sarà chiaro che
adesso o mai così capirai che ho solo un’anima
ho solo un’anima, l’unica e l’ultima
e non è in vendita
ma ho solo un’anima, ho solo un’anima
e ora muoviti se puoi
gambe e muscoli ce li hai
e non mi chiedere perchè se assomigli a me
vieni sul divano
prendimi la mano e spogliati
e parlami di te
vieni piano piano chiudi gli occhi
e poi sorprendimi e sarà chiaro che
adesso o mai così capirai che ho solo un’anima
ho solo un’anima
e non mi credere irraggiungibile
ma ho solo un’anima, ho solo un’anima, ho solo un’anima
e non è in vendita, ho solo un’anima
non sono in vendita e non mi credere no irraggiungibile no
ho solo un’anima non sono in vendita
ho solo un’anima sì, l’unica e l’ultima sì
e non è in vendita, e non mi credere irraggiungibile
non sono in vendita
ho solo un’anima e non è in vendita
l’unica e l’ultima |
| » Lavoro Inutile « |
Seduto qui in solitudine sai cosa c'è?
Che ho imparato a stare bene con me.
La mente mia vorrebbe uccidere
la scimmia che nella nebbia sta ridendo di me
E la realtà è che ognuno pensa a sé
la verità è un lavoro inutile.
E resto qui e "muoio dal ridere"
il fiume va ed aspetto il mio cadavere
E chissà perchè, la gente giudica
se muore un re il buffone è il solo
a piangere.
E la realtà è che il mondo va da sé
e la verità è un lavoro inutile.
Scusa sono il fiume e ora ascoltami
non ti disperare e stai cercando lei
se ti brucia il cuore non ti arrendere
cerca il traditore coreggioso re.
E la realtà è sentirti accanto a me
con la verità e un lavoro inutile.
E sono qui
Sai cosa c'è?
Che ho imparato a stare bene con me |
| » Lieve « |
Mi lavo i denti e rido al nuovo giorno
tanto so già che tempo fa, tempo fa
dentro lo specchio un uomo che conosco
mi sento in forma nonostante l’età
giro per casa nudo e mi fumo il giorno
sembra un deserto questa grande città
in questa stanza diventata un forno
mi vesto un po' e mi preparo il caffè
e lieve lei arriverà
neve su questa città
non ho bisogno di nessuno intorno
d’estate guardo un po’ di più la TV
Alberto Sordi fermo in un ingorgo
mi sdraio un po’ e aspetto lei,
solo lei, lei
con le sue gambe muove tutto il mondo
arriva come una rock & roll star
no no no no, non ho bisogno di nessuno intorno
nei miei pensieri c’è lei ancora lei
lieve, lei arriverà
neve, su questa città
cercando il punto del mio non ritorno
mi spingerò un po’ più in là, un po’ più in là,
un po’ più in là
lieve lei arriverà, neve io ti aspetto qua |
| » Quelli Come Me « |
Quelli come me
parlano alla luna
e sopravvivono in braccio alla fortuna
ti va di prendere un caffè? Abbracciami
perchè non vieni a berlo su da me?
Perché Diego non c’è più e mi manca un po’ di blu
in questa vita mia
Diego Armando non c’è più e per sognare un po’ di più
ci vuole fantasia, così ...
Io vorrei vorrei veder per un momento (come lo vorrei)
con quella luce intorno
(dentro i passi miei)
una magia in un lampo
(dentro i giorni miei) e per quelli come me.
Quelli come me
li bruciano nel fuoco
corrono di più, e vanno fuori gioco
ma il mondo non è come vuoi ! Abbracciami
perchè un lavoro serio non ce l’hai?
Perchè Diego non c’è più
suoneremo un po’ di blues birra e malinconia.
Diego Armando non c’è più
e a sognare un po’ di più ci vuole fantasia così
io potrei potrei rubare un po’ di tempo
(so che io potrei)
la notte incontra il giorno
(dentro i passi miei)
un amuleto un corno
(per i sogni miei) e per quelli come me.
Ti va di prendere un caffè? Abbracciami
perché non vieni a berlo su da me?
Perchè Diego non c’è più e mi manca un po’ di blu
in questa vita mia così
io vorrei vorrei sognare un altro giorno
(come lo vorrei) con quella luce dentro
(dentro gli occhi miei)
una magia un lampo (dentro gli occhi miei)
e per quelli come me |
| » Mare Blues « |
Mare mare blu quando ci sei tu
io non soffro più quando ci sei tu
soldi in tasca non ne ho
viene l’alba partirò
mare mare blu quando ci sei tu
non ho schiavitù quando ci sei tu
mani giunte pregherò
vele al vento canterò
“Come prima, più di prima ti amerò”
con il sale sulla pelle ti amerò
mare mare blu quando ci sei tu
quando ci sei tu
non mi vesto più, spogliati anche tu
dorme ancora la città
viaggio verso Itaca
"Come prima più di prima ti amerò”
con il sole con le stelle ti amerò
"Come prima più di prima ti amerò”
con il sole con le stelle ti amerò
mare mare blu quando ci sei tu fff |
| » Da Qui « |
Da qui via dagli uomini
da qui vedo il mondo com’è
da qui vedo gli alberi
da qui via dal freddo che c’è
dove arriverò
questo non lo so
partirò così adesso qui
noi due fuoco e cenere
noi due via dal vento che c’è
decidiamo che vieni via con me
nascerò così adesso qui
guardami, cercami e abbraccia il soldato
prima che cerchino di me, di me
guardami,
prendimi e nascondi il respiro dentro me
non ti muovere
cercami, prendimi e abbraccia il soldato
prima che cerchino di me, di me |
| » Govinda « |
Aria del cielo limpido accarezza l’uomo seduto qua
scendi sfiorando i grappoli rendi quest’uva musica
soffia alle braccia e all’anima di chi la terra lavorerà
(aria ari ari om)
aria che l’erba spettina mentre lei danza morbida
alza la gonna e languida sorride all’uomo che sposerà
(aria ari ari om)
acini e dolce zucchero che tra le labbra scioglierà aria
noi siamo tanti e siamo qua
su un folle treno che veloce va, dove non si sa
saltiamo in corsa in tempo per pregare il cielo, Dio ed il sole
per quello che ci dà
aria dal cielo illumina mentre dimentico la città
godo le verdi pagine di questa parte d’Italia
ricco di tempo libero bevendo vino e libertà
(aria ari ari om Govinda ...) |
| » Quasi Luna « |
Quasi luna sei vivo e non lo sai
ma che fortuna se ti addormenterai
da qui ripartirai dal male che ora hai
che sembra non dormire mai
luna dai, illumina i pensieri miei
stai con me, colora d’oro i sogni che io so
tu lo sai la notte un uomo è fragile
notte bruna dei medioevi miei
ma quanto dura?
rimani dove sei
immaginando che qualcuno come te
da qualche parte ancora c’è
luna dai, illumina i sentieri miei
stai con me, nascondimi
agli errori che, che io so
tu lo sai la notte è un volo immobile
luna dai, illumina i pensieri miei
stai con me, colora d’oro i sogni che, che io so
e tu lo sai la notte un uomo è fragile
quasi luna e ti addormenterai ... |
| » La Parte Migliore Di Me « |
Quando il mondo ti dimentica e il telefono non suona e
ciò che hai fatto per anni ti sembra inutile
aiutami, aiutami
quando sono lontano dal giardino fiorito delle tue braccia e voglio averti
e ho sete, dissetami, illudimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di me
aiutami
quando ciò che ho non mi basta e brucio
e dimentico le dolci distese d’acqua del lago
comprendimi, sopportami
Quando sono vicino alle forti catene delle tue braccia
e vorrei correre via via via
rincorrimi, raggiungimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di te
quando vedo la gente che sta male
e si lamenta di questo tempo idiota
senza maestri senza pietà e senza nessuno
sorridimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di me
salutami quando tu te ne vai
aiutami se non tornerai mai
perchè abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
illudimi quando tu te ne vai
salutami se non tornerai mai |
| » Anima Blues « |
Ho solo un’anima, ho solo un’anima
L’unica e l’ultima
E non è in vendita
Ho solo un’anima
Ho solo un’anima
Ho solo un’anima
E non mi credere
Irraggiungibile
Ho solo un’anima |
| » Vidomàr « |
Avrò avuto sì e no 10 anni quando papà mi svelò il mistero di quello strano nome che mi portavo
appresso e mi valse ora la curiosità esotica delle ragazze, ora l’ilarità dei compagni di scuola, come non
bastassero già quegli occhialoni dalle spesse lenti rotonde che indossavo.
Comunque ti abbiamo chiamato come Sivori,
il più grande artista di tutti i tempi.
E all'inizio mi chiedevo cosa c’entrasse l’arte con un calciatore, visto che una certa frequentazione con
l’arte ce l’avevo ogni giorno vedendo quadri colorati entrare e uscire di casa, ascoltavo discussioni su un
film, su un libro.
Si, ma fu più tardi che mi resi conto con l’arrivo dei primo videoregistratore, un miracolo della
tecnica, di quello che questo strano omino in bianco e nero coi calzettoni sempre abbassati, la chioma
ribelle significasse.
Le sguardo vivo, un fisico meno allenato degli altri, un atteggiamento di sufficienza in campo e un
caratteraccio che spesso costava un cartellino.
Quanto bastava per innamorarmi di lui.
Il bello era che dopo aver corricchiato qua e là di malavoglia per il campo, quando meno te l’aspetti, eccolo
inaspettato.
Con un lampo di genio arriva un dribling decisivo, una giocata d’intinto, un tocco sotto come quando
senti Hendrix per la prima volta, e la palla morbida accarezzata che si adagia piano piano in rete.
In quella carezza c’era l'estasi, l'illuminazione, la gioia. Fu proprio allora che compresi che la
parola arte, la più pura
e pulita delle parole, talvolta può andare bene anche per uno sportivo.
E spesso questi atleti avevano in comune oltre che alla personalità nel loro gesto, condividevano
con gli artisti lo stesso dolore, la stessa lotta nella vita, una lotta con il destino nella vita
quotidiana.
Basti pensare a Coppi, al campionissimo, e non solo alla sua tragica fine ma alla sua malinconica vita.
O pensiamo a Muhammad Alì. Il suo impegno civile e le sue danze sul ring come fosse
una frase, un assolo di Charlie Parker, di Bird.
Pensiamo a Gilles Villeneuve, il funambolo triste, l'aviatore sospeso tra una curva e
l’infinito e l’infinito.
Un po’ come la tromba di Chet Baker scomparso misteriosamente come Bottecchia
qualcuno si ricorda di lui. Oppure le giocate e la creatività di John McEnroe nel
tennis, simili alle pennellate, agli schiaffi di vernice sulle tele di
Pollock e la sua indisciplina molto rock & roll, sfacciato come Keith
Richard, come gli Stones, appure a George Best, come a Piero Ciampi,
con la stessa passione per il bar.
Del resto, Carmelo Bene scrisse che per vedere l’arte bisogna
andare a San Siro quando gioca Van Basten.
San Siro, Milano per restare in Italia. Penso
anche a quei campioni un po’ incompiuti che hanno sfiorato il
cielo con un dito. Penso ai Lucchinelli, penso a Evaristo
Beccalossi con la sua allegria, le sue giocate o a Di
Bartolonei, a Dibba, che non ha saputo poi fare
i conti con la vita fuori dal campo. Simili al jazz
italiano, se vuoi, al suo splendore e alle sue miserie.
Alla poetica di Massimo Urbani e al suo sax e la sua vita.
E poi, l’ultimo dei grandi, L'Elvis dei campi
di gioco, il Re. Lui,
Diego Armando Maradona |
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