Nasodoble - Bestiario lyrics

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« IndiceGli album
Bestiario
Tartaruga
Infettiva
Giallo
Veneficium
Malvagia
Valse Di Frida
Morale Premolare

Olio Di Lauro
Ponente P
A Un Respiro
Buio
Baccanale
Bruma
Duru Duru Della Pigiatura

» Tartaruga «
Barricato dietro una cravatta
quel che sento dietro lo tengo sotto
devo dire qualcosa che non so
e sembrare qualche cosa che son poco
Mi mimetico da subito in un abito
e ogni volta che lo indosso
emetto un gemito
Prendo la sua forma
scompaio nella norma
cancellando la poesia e la libertà
Mi difende
mi nasconde
mi divide
mi confonde
Porto uno scafandro vegetale
e la mia parte è una testuggine sociale
Sono una tartarga
sono una tartarga
sono una tartarga
tartaruga tartaruga
sono una tartarga
sono una tartarga
sono una tartarga
tartaruga tartaruga
Mi difende
mi nasconde
mi divide
mi confonde
Porto uno scafandro vegetale
e la mia parte è una testuggine sociale

» Infettiva «
Bevo e sbavo stucco
Ho messo a cuocere il mio becco
e ho sotto esposto tutto il bianco
un piano un foglio un rosso secco
Ma è troppo tardi
ho perso il passo
in uno sputo stanco e basso
Ricordi, ricordi
volevi forti morsi
Mordi
Morsi di cane
ho lo stomaco d'avorio
verde come il rame
come ossida la fame
Morsi di dentiera
per il ballo di stasera
al collo di una cameriera
Questa notte ho pesci fritti
son ridotto a una bisera
ho gli spaghetti sul soffitto
tocco il cesso con un dito
Ricordi, ricordi
volevi forti morsi
Mordi
Invece mi sbilancio
intanto fingo un mal di pancia
tra le cosce piego il capo
fra le tette vedo doppio
Bevo e sbavo stucco
corro a casa a fine tempo
metto al caldo il mio pigiama
nella corsa ho perso il letto
Mi mordi, mi mordi
vorrei ricoricarmi
pobre, mi nasodoble....
pobre pobre, mi nasodoble... pobre

» Giallo «
Perdimi
nascondi i miei sandali
che ancor ripetono
zitti sotto il tavolo
i tuoi malcelati ritmi
la molle metrica
i tuoi fiati deboli
Perdimi
allungami due acini
e passa un filo tra i miei denti
e poi il vino e i baci spenti
e poi il vimo e i baci spenti
e sciacquati la bocca dai serpenti
sotto un semaforo bagnato
cola il giallo e dura sempre meno
piove zitto sotto il tavolo
sul tuo seno sardo
dove cerchi, pancia in alto
i miei colori e i miei accenti
e il vino che ricordi
e i miei ricordi unti
dei miei ricordi
resta un fiato come sai
come ti dicevo sempre...
Perdimi
che non ti possa più sfiorare
nè guardare quando arrivi
quanto ti dovrei spiegare
dove ho messo i tuoi due acini
i tuoi due acini
e i miei occhi luminosi
Perdimi
non tornare dai tuoi viaggi
dai tuoi gatti a pelo medio
dai tuoi amici saggi
dai bicchieri comunisti
fra i cassetti libertari
non tornare dal manuale
non tornare dal manuale
dove sei voluta stare
Fiore senza bocca leccami
che non ti possa più sfiorare
nè guardare quando arrivi
quanto di dovrei spiegare
dove ho messo i tuoi due acini
e i miei occhi luminosi
E tu tapparelle basse
che vorresti pure un'eco
pure un'eco
dei miei gran ti amo in musica

Non tornare dai tuoi viaggi
dai tuoi gatti a pelo secco
Resta un fiato come sai
come ti dicevo sempre...

» Veneficium «
"Proprio quel quadro!?"
disse la gatta al ladro
"E' per il mio Pierre,
celui que je prefére... che mano!"
L'ora del tè
la bella e il suo Lupin
"Vuoi quel che so?"
disse, e così l'amò
Che ladro!
Il sole, il sole
un lampadario viola
che cerula a morto
i due corpi senza posa
nè scuola
e intrecci nel fumo
troia di mille e una notte
maitresse nouvelle
dentro la notte vergine di Bruxelles
Poi prese il volo
come succede ancora
Rimase un ladro
freddo e nudo a
cercarsi un quadro...

» Malvagia «
Segui vo l'are è un demone acce so
dove so andare
di treccia in treccia re
I miei ali ti resta no n
occhi, nei grandi
e neri vestiti da festa
Ah c'ho un dolare
com i cin esi tando
d'andare
irritardo tardare
i miei mali ti mando
insegnami abberenato
div engovena ltro
Su un baccolo e due zoccoli barcollo
mi aggrappo a un altro grappolo e mi arrendo
avrei voluto bere solo un altro
sorso pazienza
pazienza...
Il fiume scorre ride e mi vinaccia
mi sbeffeggia
con attitti di vecchiacce
si maschera di nero e fumo
ma non lo temo
non ti Temo!
La sera è un forsennato ballo bianco
malvagio come un morso e una vendetta
Non resta che fuggire
tanto esitare è peggio
è peggio...
Amor si prende sempre il suo momento
mai sazio del molle di pane
dei visi nascosti di donna
costumi leggeri
da sollevare
Il prete è come me nel suo cappuccio
la donna cerca la puppa di legno
e guarda, scalcia, bacia, urla e gode
senza vergogna
un sogno...
Ti prendo Gioldzi mè
Ti prendo Gioldzi mè
e ti brucio
mi dannano alle fiamme
sacrificato come un capro
e un fantoccio
su un bacolo e due zoccoli barcollo
mi aggrappo a un altro grappolo e mi arrendo
avrei voluto bere solo un altro
sorso pazienza
pazienza...

» Valse Di Frida «
Frida vestita da sposa
Diego en sus piensamientos
la contandina che posa
le sue collane d'oro e d'argento
Frida le scimmie e i serpenti
Frida i capelli intrecciati
pinta lo sguardo indurito
le sopracciglia nere e pensanti
Frida la Rivoluzione
Frida la Rivoluzione
Ahi la Rivoluzione
Ahi la Revoluciòn
Frida i bambini perduti
Frida coi chiodi nel petto
bella si copia allo specchio
nuda ferita stesa nel letto
Frida con la Madre Terra
Frida fra Messico e Europa
Frida col cuore diviso
Frida e la storia
Frida e la Morte

» Morale Premolare «
Vale va a vele spiegate
sorrisi padrini, bambini
golosi di vita e di Giò-
Chi nuovi colori incornicia
negli occhi
m'impecia le dta di luce
e mi ride cosciente
un solo dito nell'aria
si muove giocando col fumo,
col niente
col ventre del viso che parla
che allittera il riso
mi viene da ridere, lottare
ridere, lottare
ridere lottare,
ridere...
E Giò mi viene incontro con la coda di cavallo
saltella e ride in bocca a mio fratello
sorpreso dalla conta che cuce
fila e 'stracca
mi curo di restare un asinello
Giò cava mostr'i denti
gelosa dei suoi occhi accesi
e sogna come fossero sospesi
ci dice le bugie
tragedia delle scelte
albume che sospende vita e morte
e d'uopo dopo un uovo d'uomo
un uomo nuovo o un tuorlo d'uovo?
Mah... il problema
come qualsiasi problema di morale potrebbe non sussistere.
Eppure è la nostra attenzione all'altro, al nostro prossimo,
la nostra capacità di condivisione nell'umana sofferenza
che ci spinge a considerare l'opportunità della scelta,
spezialmente quando la scelta riguarda il tema della vita...
Ebbene... a questo benedetto uovo d'uomo è bene dare
la luce del mondo urbanizzato e civile o è meglio gustarlo,
anche fugacemente, alla coque: levargli in maniera così indolore
la sua possibilità di vivere e renderlo nostro nutrimento...?
Tristezze... le frittate d'uomini africani sussurrano i propri
valori proteici in bocca al capitale e alla decolonizzazione,
costretti, nel dispiacere di tutti, a nutrire il nostro sistema digerente
con i loro occhi di bue... pieni di mosche.
E d'uopo dopo un uovo d'uomo
un uomo nuovo o un tuorlo d'uovo?
Non so cosa mangiare
cosa fagocitare
morale dal valore premolare
Se Vale fa la conta
Giò non ci pensa più
E-sci-fuo-ri-pri-ma-tu!
Ridere, lottare
ridere, lottare
ridere...

» Olio Di Lauro «
Ai baci di seta
gelido
levare avanti
mani d'inverno
evolte
e maschere di cera
avanti gli occhi
e sciogliersi
a
volte
d'amplessi
mi abbracci
calda e
non si spiega
come possa
sbagliare
ad ogni volta
lo stesso passo.
Un olio sei, fuggi
sui miei baci d'acqua
riposo che scivola in alto
a morire in sospiri
mi stono all'odore del cisto
malevoli bacche respiro
arso dai giorni solo acque dagli occhi
mi amor
ti amo leggera
mi scivoli umida e bruna
olio di lauro cospargimi d'ombra
e d'unguenti d'amore
abbandonami solo unto d'alloro
Venefica foglia lontana
m'indebito d'ombre che ho
mi goccioli un sole schiacciato
da mole del sud
Partire distratti
morire gitani nel cuore
mi perderò sempre danzando sui tacchi e su me
Ti amo leggera
mi scivoli umida e bruna
olio di lauro cospargimi d'ombra
e d'unguenti e di baci
mi abbandono a un tango mariachi
Partire distratti
morire gitani nel cuore
mi perderò sempre danzando sui tacchi e su me

» Ponente P «
Canta le conte dei controllori
canta la conta che conti tu
contro l'aereo la contraerea
canta ai civili che fanno BBUSH!!
conta chi tocca
tacco contro tacco
tocca nel tocco
che tocca a te
sotto l'aereo la contra campa
e canta la cantica dei contrabbush
Canta chi tocca
tacco contro tacco
tocca nel tocco
che tocca a te
salta la corda
salta una gamba
e se salta una bimba di ponente..P?
salta una mina
salta una mano
s'alza la borsa quando fanno BBUSH!!
tappa la bocca
tappa la biro
tappati con troppe toppe
tappe tapperì!
Salta la corda
salta una gamba
e se salta una bimba di ponente ..P?
salta una mina salta una mano
s'alza la borsa quando fanno BBUSH!!
tappa la bocca
tappa la biro
tappati con troppe toppe
tappe tapperugia
tocca alla tattica contraccettiva
tocca alla tattica dell'attacco preventivo
tocca alla tattica contraccettiva
tocca alla tattica dell'attacco preventivo
tocca alla tattica contrccettiva
tocca alla tattica dell'attacco preventivo

» A Un Respiro «
Speso all'acqua ai tuoni al fango a un dio
Al silenzio all'ansia a un respiro
Reso ai vomiti
Così lento muori

Speso alle armi ai rovi d'anime
Ho creduto a un uomo a un respiro
A un senso d'ordine
A un profumo di rovine

E io piovo il mio mare
Piango il mio uomo in sorde onde
In gocce di specchi
I flutti dei miei temporali
Non so
Più governare

Speso all'obbedienza a un codice
Steso al suolo al suono di un respiro
Denso e debole
Reso a uno stato assassino
Speso alle armi ai gradi ai soldi ai si…
All'inconsistenza di un respiro
Senza meriti
Muori pure amore mio

E io piovo il mio mare
Piango il mio uomo in sorde onde
In gocce di specchi
I flutti dei miei temporali
Non so
Più governare

Io muovo al mio male
Frangono gli occhi in sorde onde
In gocce di specchi
Acqua si stagno di roccia sarò
Goccia di sale

» Buio «
Un altro giro di mariglia
ché i bambini sono stanchi
vieni qua... vieni a me passs...
passano due gatti bianchi
Smettila di grattugiarmi le ossa
e mettiti lì, faccia al muro
allo schiaffo che ti do
l'altro te lo darà il buio
Bobotti Bobotti
pigliati questi bambini
pigliati questi fifoni grigi
mangiagli le sopracciglia
Bobotti Bobotti
prenditi pure mia figlia
ch'ella tema per tutta la vita
ogni autorità prostituita
ogni autorità prostituita
Immerso ai sentieri di fuori città
la notte si assolve ti tieni per mano
dissolto nell'oscurità
privato del tuo passo urbano e sicuro
Indifeso dagli sbadigli dei cani
abbandonato dalla tua ombra che fugge,
la senti strisciare tra i rami?
sospetti alle spalle un complotto
più stretto al cappotto starai
Uùùù i denti ti fanno brrrrrrrrrrr
le foglie ti fanno frrrrrrrrrr
i grilli ti fanno OOOOORRRRRHHHHH
piove
le gocce salgon le scale
i piedi ti fanno male
suonan le campane
suonan le campane
Vedere passare i vestiti da sposa
brillare le lucciole e i roghi di giugno
ballare nel buio, latrare coi cani
avere paura di tutto
Sostenuti da un vento che non si vede
si coalizzano le ginestre i muretti le vedi
le fiere tra i rovi? ti spiano a distanza
accucciate nel buio
come il potere

» Baccanale «
Grassi comici e risa gridate
Crepapelli nascosti tra i rami
Rosamunde svestite di rosso
Si contendono il lordo del mulo

Rosolati, bisunti d'arrosto
Ci mischiamo coi fischi del mare
Culi, fiaschi, bassezze nefande,
Denti aguzzi, muggiti d'amore

Vacche bianche si spostano piano
Grosse madri trasudano vino
Noi caproni cornuti crepiamo
Con sogghigni coliamo le bave,

I brodi grassi e gli umori terrigni
Porci comodi sporchi di fuoco
Tra le spighe, i vitigni e le spiagge
Vibra il gregge dei falli di Bacco

Flauti di tibia tritata
Sospiri d'amata, risuonano in me:
Occhiperocchi e tremule

» Bruma «
Né mai ricordo quanto sei ventosa
impigliata alla mia maglia
per giocare
…come un rovo

Come se il tuo spino mi dicesse
-Aspetta, solo un giorno…
voglio restituirti agli alberi domani-

Il tempo di sporcarmi con le more
mangiare con le mani
e sentire neri i denti
e bianca
bianca
fino all'argento
la campagna di Aglientu

» Duru Duru Della Pigiatura «
Il raspo che mi graffia
Ci fa uscire dal dito il mosto
Che cola goccia a goccia
Rapito da spiriti divini e bisbocce

Di sbieco mi guarda la capra più insana
Mi squadra e dal muso perde la saliva
Pigiamo in pigiama i pensieri più sconci
Coi piedi bagnati d'uva

Il ballo dentro al tino
Risuona di cerchi di ferro e legno
Di sottane da casa tirate sui fianchi
Di grappoli ceruli e coccole in pegno

Decorate di schizzi viola
Baccanti operaie, poetesse nel brodo
Ebbre dai piedi, coi seni alla gola
Legan le lingue in un languido nodo

Tra i filari ballonzolan tutti
Sternuta nel succo la mosca più zitta
Ci picchia negli occhi la pacchia d'autunno
Ci taglia nelle dita

Nell'umido del secchio
Grondano i piedi amanti nel mucchio
Il più vecchio succhia a pompitta
La fillossera è sconfitta

In ogni botte della cantina
Fermenta una formica
"preparate le fiasche femmine!"
grida Bacco con l'anima dritta
Fletti schizza corri ingoia
Scava fluttua spezza arresta
Fuori
Arrota fotti sbava ... muori

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