La danza della ragione Errori Lasciaminonmilasciare Il bellissimo mestiere Vai male a scuola E chi se ne frega La clessidra | Trappole Vivere liberamente Figlio della polvere Ci vediamo Sant'Elena L'ultima birra Il gusto di esistere |
| » La danza della ragione « |
Questa cosa cammina da sola,
senza troppo interesse,
senza il nodo che stringe la gola,
senza grandi scommesse,
senza troppo rumore di fondo,
senza troppo rancore,
senza spingere i piedi sul mondo
come acceleratore.
Questa cosa va avanti, si svela
e si finge straniera,
parla un'altra sintassi e rivela
spossatezza leggera,
nella pagina bianca, di lato,
giusto ai piedi del letto,
t'innamori da sempre, sbagliato
dello stesso difetto.
Cosa farò senza di te,
cosa farò senza di te?
E mi arresto nel passo e nel cuore, [E mi arresto nel passo e nel cuore,]
e mi arresto di scatto, [e mi arresto di scatto,]
e controllo in silenzio il dolore, [e controllo in silenzio il dolore,]
quanto manca all'impatto, [quanto all'impatto.]
ma la danza simmetrica avanza
e diventa evidenza,
e sparisce e richiude la stanza
chi di danza ferisce,
fino all'ultima goccia d'amore, [Fino all'ultima goccia d'amore,]
fino all'ultimo orgasmo, [fino all'ultimo orgasmo,]
fino all'incartamento del cuore [fino all'incartamento del cuore]
contro il nostro egoismo. [contro il nostro egoismo.]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
E negli occhi rinasce di nuovo
quella parte di assenza
che portiamo all'estrema rinuncia,
alla disappetenza,
è una danza, ed è questa soltanto, [È una danza, ed è questa soltanto,]
senza destinazione, senza destinazione...
che rimanda rimorsi e rimpianti
ad un'altra canzone.
E cosa farò senza di te, [E cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Senza di te, senza di te... [Senza di te, senza di te...] |
| » Errori « |
Come spiccioli di mancia qui sul tavolo di un bar,
come pillole d'angoscia prima di cambiar città,
questi vecchi creditori che mi inseguono, oramai,
da trentotto calendari, li conosco:
sono i miei errori, che non rifarei,
li ho pagati cari, come oggetti rari,
e ora sono i miei, ora sono i miei.
E finché non ci sbatti i denti sul cemento di un addio,
finché non si fanno i conti, usi l'arte del rinvio,
ma in un mondo che misura con il metro la virtù,
preferisco la paura, preferisco
chi fa più errori, come ha fatto Iddio,
che ci ha fatto uguali, ma di quattro colori,
tu dimmi qual è il mio.
Chi non ammette errori, dopo non si sa
che non faccia guerre, che non faccia orrori
che il mondo pagherà...
Ho avuto sogni, falsi miti, soldi spesi in un falò,
ma i miei errori preferiti sono quelli che farò.
I miei errori, se permetti, son profondi cazzi miei
e tu ragazza con i tuoi confetti forse resterai,
resterai qui
a sognare errori per l'eternità,
a picchiare i muri, per venirne fuori
da questa realtà.
Adesso sono pari e tutto quel che ho [Adesso sono pari...]
sono i miei errori, quelli fatti ieri
e quelli che farò, quelli che farò. |
| » Lasciaminonmilasciare « |
Lasciami, che cosa cambia?
Che ci facciamo in questo pomeriggio,
con gli occhi chiusi come una finestra
davanti al mare azzurro e giallo di Viareggio?
Lasciami in questo albergo
di specchi strabici e di tende consumate,
ad ascoltare l'infinito tango
del tempo che da inverno ridiventa estate.
Lasciami un po' per giorno, un po' così,
piccoli presentimenti di un addio,
oppure lasciami tutto d'un colpo, adesso e qui,
dillo tu quello che sto pensando io.
Perché gli uomini sono vigliacchi
e si fanno lasciare, lo sai,
e non sanno guardarti negli occhi
quando tutto è finito oramai.
Tu invece strappami come un cerotto [Tu invece strappami come un cerotto]
e la ferita non farà più male, [e la ferita non farà più male,]
adesso lasciami su questo letto, [adesso lasciami su questo letto,]
solo un cratere bianco sul guanciale. [solo un cratere bianco sul guanciale.]
Che aspetti? Vattene sei cosi' bella,
fammi vedere come sai volare,
perché io penso che hai sbagliato stella,
perché io penso che hai sbagliato amore!
Lasciami, tu che sei forte più di me,
staccami da questo faticoso paradiso, te,
oppure cambiami se ci riesci, amore mio,
fallo tu quello che non son mai riuscito a fare io!
Perché gli uomini sono insicuri
e si lasciano spesso da sé
e poi piangono e imbrattano i muri
di rimorsi, rimpianti e perché...
***
Va bene, lasciami tre sigarette,
senza fiammiferi, senza rancore,
e questa strana luna senza notte,
e questa nuvola di dispiacere...
***
Adesso lasciami che c'ho da fare,
non so che cosa, come, dove e quando,
ti prego lasciami ricominciare,
lo so benissimo che sto sbagliando!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare...
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NOTA: nella versione radio di questa canzone, non compare la strofa tra asterischi. |
| » Il bellissimo mestiere (sono incazzato con l'amore) « |
L'amore,
sono incazzato con l'amore
e tu non c'entri amore mio,
tu con quell'altro,
chi vi ha ratto incontrare
e innamorare, so chi è.
È l'amore, l'amore
e il sesso, degno suo compare,
che ci spiavano, lo sai,
da quello specchio,
quella specie di altare,
dove ci guardavamo
ore, ore e ore,
senza bere né mangiare,
senza neanche respirare,
solamente far l'amore,
senza neanche andare in bagno
per non risvegliare il sogno,
su quell'isola di un letto,
e ora che è finito tutto...
Amore, amore,
sono incazzato da morire,
ma con l’amore e non con te,
perché ti odio
così teneramente,
che anche un cieco lo vede,
t'amo disperatamente,
si può esser più coglioni,
piango come un deficiente,
mentre ascolto le canzoni,
e tutto questo quel bastardo,
lui non me l'aveva detto,
che si soffre come un cane
quando se ne va l'effetto,
ma lui, l’amore, l’amore, [L'amore...]
fa sempre quello che gli pare
e noi paghiamo, amore mio,
tu sei un foglio
sotto un'altra matita
e io scrivo su un'altra
vita disperatamente,
più maturo e più coerente,
mi è caduto addosso un muro
e non mi sono fatto niente,
ma cosa vuoi più da un amore
che fa piangere e incazzare,
ma che in fondo fa soltanto
il suo bellissimo mestiere,
cioè l'amore! |
| » Vai male a scuola « |
Vai male a scuola,
a me puoi dirlo senza vergognarti,
io ti capisco, cuginetta sola,
che mangi poco e dormi ad occhi aperti,
perché vai male a scuola,
vai male a scuola.
Vai male a scuola
e credi di non essere all'altezza,
ma, in questo mondo che non ci consola,
soffriamo tutti d'inadeguatezza
e andiamo male a scuola,
andiamo male a scuola.
Vai male a scuola,
ma vanno molto peggio i professori
che hanno un concetto vecchio di cultura, [... che hanno un concetto vecchio di cultura...]
perché non sanno leggere sui muri
e ringhiano... ["Vai male a scuola,]
[vai male a scuola!"]
Andiamo tutti male a scuola
quando sbagliamo verbi e sentimenti,
la libertà è una grande museruola,
un panico di iene sorridenti
e gomme appiccicate ad una suola,
in questa corsa troppo americana,
ognuno preso nella sua tagliola,
insieme santi e figli di puttana. [... insieme santi e figli di puttana...]
che vanno male a scuola,
[Vai male a scuola,]
che vanno male a scuola.
[vai male a scuola!]
Vai male a scuola,
l'amore è ancora un apparecchio ai denti,
lo metti solo quando sei da sola,
e stringi i tuoi ginocchi e ti addormenti
e sogni che vai male a scuola,
vai male a scuola.
Ma è una parola [Vai male a scuola,]
essere un pappagallo di memoria, [vai male a scuola]
sul trespolo palloso della scuola, [vai male, vai male a scuola!]
che è sempre più in ritardo della storia
e vai male a scuola,
[Vai male a scuola,]
e vai male a scuola.
[vai male a scuola!]
Ma abbiamo tutti un sogno, una moviola,
e ninnananne contadine a fuoco lento,
di quando il mondo non andava a Coca Cola,
non era così stupido e violento.
I bachi, i bachi di una grande mela,
ecco cosa ci fanno diventare,
avvelenando il cielo e l'anfora del mare,
che ci vuoi fare? È il mondo che va male
a scuola, va male a scuola, va male!
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!]
Vai male a scuola
e non ti accorgi che la vita è bella,
finché respiri e il cuore batte ancora,
che te ne frega se vai male a scuola?
[Vai male a scuola,]
Sì, [vai male a scuola!]
vai male a scuola, [Vai male a scuola,]
vai male a scuola! [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,]
Che te ne frega se vai male a scuola? [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!]
Che te ne frega se vai male a scuola? [Vai male a scuola,]
[vai male a scuola!
Vai male a scuola,]
Che te ne frega se vai male a scuola? [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!] |
| » E chi se ne frega (Nothing Else Matters) « |
Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua,
in fuga dalla realtà,
e chi se ne frega.
L'iguana dei passi tuoi,
il tuo inguine di viva orchidea,
dove annegano gli occhi miei
e il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua...]
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
abbracciato a una cruce, tu, [abbracciato a una cruce, tu,]
mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,]
e chi se ne frega. [e chi se ne frega.]
Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l'avrò! [e l'avrò!]
Il tempo ai cani e la polizia,
sbaranzia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega...]
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,]
su quest'erba che guarda in su [su quest'erba che guarda in su]
e sembra che prega. [e sembra che prega.]
Voglio quello che tu vuoi, [Voglio quello che tu vuoi,]
voglio quello che vorrai, [voglio quello che vorrai,]
voglio vivere di più, [voglio vivere di più,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l'avrò, sì! [e l'avrò, sì!]
Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuoi ci raggiungerà,
ma chi se ne frega! |
| » La clessidra « |
Corri, corri, corri, che la vita se ne va
e tutto è troppo tardi, tutto è sempre un po' più in là
e la clessidra perde la sabbia
e il tempo ci denuda a forza di dubbi.
Tutto sembra fermo nella sua velocità [Tutto sembra fermo nella sua velocità]
e, se Francesca dorme, è già diamante e non lo sa, [e, se Francesca dorme, è già diamante e non lo sa,]
gli avvenimenti sono in ritardo, [gli avvenimenti sono in ritardo,]
estremamente lenti, più del ricordo. [estremamente lenti, più del ricordo.]
La nostalgia del presente mi raggiungerà [La nostalgia del presente mi raggiungerà]
e la clessidra è un mostro intelligente, [e la clessidra è un mostro intelligente.]
Cristo fa che non sia lei, nel cesso di un bar,
quell'angelo che vomita per le vertigini
che questa vita dà a spruzzo su di noi,
che diventiamo uomini al prezzo degli eroi.
E tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là [E tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là]
e, sbriciolando di ricordi la clessidra, [e, sbriciolando di ricordi la clessidra...]
essere in due, pensa che forza ci dà,
Francesca, essere in due ci salverà, ci salverà!
Corri, corri, corri, tutto sembra andare via, [Corri, corri, corri, tutto sembra andare via,]
l'inchiostro dai quaderni, la tristezza e l'allegria, [l'inchiostro dai quaderni, la tristezza e l'allegria,]
io, come un cervo avvelenato, [io, come un cervo avvelenato,]
sento cadere i nervi, muscoli e fiato. [sento cadere i nervi, muscoli e fiato.]
Tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là [Tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là]
e, sbriciolando di ricordi la clessidra, [e, sbriciolando di ricordi la clessidra...]
fa che non sia lei quell'alito di addio,
telefono che penzoli, aspetta arrivo io,
e fa che non sia lei la tragica metà,
di una clessidra arrovesciata e pillole qua e là.
È tempo di resurrezione, aspetta amore mio, [È tempo di resurrezione, aspetta amore mio,]
che tira un vento nuovo di canzone, aspetta! [che tira un vento nuovo di canzone, aspetta!]
E fa che sia io ad asciugarmi di te
e poi cerchiamo anche un Dio,
che forse c'è, che forse c'è!
È tempo di resurrezione, aspetta amore mio, [È tempo di resurrezione, aspetta amore mio,]
che tira un vento nuovo di canzone, aspetta, [che tira un vento nuovo di canzone, aspetta,]
aspetta, aspetta, aspetta, aspetta! [aspetta, aspetta, aspetta, aspetta!]
Aspetta, aspetta! [Aspetta, aspetta!] |
| » Trappole « |
Un annuncio sul giornale,
un messaggio troppo anonimo, che sa
trasgredire e affascinare,
da convincerti a scoprire che cos'è
o chi sarà.
Perché è un gioco clandestino
o il mistero più banale che vivrai,
un rapporto esistenziale col buon vino,
quando inventi un altro ruolo,
quando abbocchi a un'e-mail,
queste, lo sai,
sono trappole,
quelle voci che ti chiamano dai vicoli,
quelle mani che ti afferrano negli angoli,
specialmente se provengono da un'anima
di plastica.
C'è da perdersi
in un giro di illusioni e solitudini,
con gli amori più virtuali, su quel monitor che
t'inghiottirà, come un numero,
nella trappola.
Ma una vita troppo uguale, [Ma una vita troppo uguale,]
sul vagone più monotono che c'è, [sul vagone più monotono che c'è,]
dimmi cosa mi può dare, [dimmi cosa mi può dare,]
se non l'ultimo bicchiere di realtà [se non l'ultimo bicchiere di realtà]
da buttar giù. [da buttar giù.]
Sia nel bene che nel male, [Sia nel bene che nel male,]
alla fine di ogni scelta, sempre tu [alla fine di ogni scelta, sempre tu]
paghi il conto a quel destino da tradire, [paghi il conto a quel destino da tradire,]
che ti lascerà sbagliare facilmente così, [che ti lascerà sbagliare facilmente così,]
perché, lo sai, [perché, lo sai,]
sono trappole, [sono trappole,]
quelle storie che diventano difficili, [quelle storie che diventano difficili,]
con la luna solitaria dei licantropi, [con la luna solitaria dei licantropi,]
oltre il limite delle tue stesse regole [oltre il limite delle tue stesse regole]
e abitudini. [e abitudini.]
Per evadere, [Per evadere,]
cerca un sogno più rischioso e imprevedibile, [cerca un sogno più rischioso e imprevedibile,]
dove mai sarai un ostaggio e, da sconfitto o da eroe, [dove mai sarai un ostaggio e, da sconfitto o da eroe,]
resti chi sei, un superstite, [resti chi sei, un superstite,]
un superstite. [un superstite.] |
| » Vivere liberamente « |
[Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!]
La porta è nascosta da una tenda di menzogne
e ambiguità e la risposta chiede alla domanda:
"Di là chi c'è?", e si rovescia l'eco dell'enigma:
"Chi c'è di là?", la nostra vita è tempo che sprofonda
e non lo sa...
La porta è in fondo a destra, prima del dolore, [La porta è in fondo a destra, prima del dolore,]
e noi, così, che ci lasciamo quasi cigolando, [e noi, così, che ci lasciamo quasi cigolando,]
né io né te abbiamo voglia di morir d'amore, [né io né te abbiamo voglia di morir d'amore,]
è tutto qui, la nostra vita è un cerchio che sprofonda, [è tutto qui, la nostra vita è un cerchio che sprofonda,]
è tempo di... [è tempo di...]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
senza passato, futuro e presente, [senza passato, futuro e presente,]
senza lasciare nemmeno un'impronta. [senza lasciare nemmeno un'impronta.]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
su questo piccolo atollo di eternità [su questo piccolo atollo di eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno é, che ognuno ha, [che ognuno é, che ognuno ha,]
anche te. [anche te.]
Il senso è l'equilibrista che moltiplica i suoi passi
e come fa a sollevarsi dal mortale girotondo
che ognuno è, con questa nostra funzionale debolezza
di gravità, ma è la risposta che chiede alla domanda:
"Come si fa?"...
Vivere, vivere liberamente, [Vivere, vivere liberamente,]
strapparsi il nome e il cartellino del prezzo, [strapparsi il nome e il cartellino del prezzo,]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
con l'illusione delle nostre certezze, [con l'illusione delle nostre certezze,]
morire solo se ne siamo convinti, [morire solo se ne siamo convinti,]
su questo piccolo atollo d'eternità [su questo piccolo atollo d'eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno è, che ognuno ha. [che ognuno è, che ognuno ha.]
Noi siamo solo le tracce di quelli che sono passati di qua, [Noi siamo solo le tracce di quelli che sono passati di qua,]
dobbiamo avere il coraggio di chi, dopo di noi, da qui passerà, [dobbiamo avere il coraggio di chi, dopo di noi, da qui passerà,]
passerà! [passerà!]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
difendere quello che sta scomparendo, [difendere quello che sta scomparendo,]
usare ognuno il suo pezzetto di mondo, [usare ognuno il suo pezzetto di mondo,]
lasciare pulito per quelli che verranno [lasciare pulito per quelli che verranno]
su questo piccolo atollo d'eternità [su questo piccolo atollo d'eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
[Vivere, vivere liberamente]
anche te, [e superare il concetto di tempo!]
[Vivere, vivere liberamente]
anche te! [e superare il concetto di tempo!]
[Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!
Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!
Vivere, vivere liberamente!] |
| » Figlio della polvere « |
Fra i ragazzi di una strada,
come chicchi di caffè,
da una telecamera, [Da una telecamera,]
ora, gli occhi tuoi, [ora, gli occhi tuoi,]
sorridendo lacrime, [sorridendo lacrime,]
parlano coi miei. [parlano coi miei.]
La tua bocca bianca e rosa
oggi cosa mangerà?
Forse pane e polvere
unti di pietà,
non le nostre chiacchiere,
le nostre ambiguità.
Ma se nasci lì, dimmi come puoi difenderti
dall'ipocrisia, dalla siccità degli uomini
e se nasci lì, dimmi come puoi nasconderti
dalla crudeltà dell'economia, delle guerre inutili,
perché, prima o poi, l'odio sparerà
piombo nei cucchiai della povertà.
Figlio della polvere, c’è una verità
che ci inganna:
la menzogna. [La menzogna!]
Una classe di grembiuli,
vedo alla lavagna te,
che impari l'aritmetica,
la magia del tre,
l'arte di dividere
quello che non c'è.
Pochi soldi che questa vita mia non spostano
io li mando a te e speriamo che ti arrivino.
La fotografia, la tua storia la conosco già
e un fratello in più da domani avrai e meno solo anch'io sarò,
so che te ne andrai dove il mondo va,
so che ci sarai quando non sarò,
ma, se la banca ha un'anima, questo servirà,
forse almeno un po'.
Firmo questo modulo,
mentre penso a te,
figlio della polvere,
affidato a me. |
| » Ci vediamo « |
Ci vediamo, poi di tempo non ce n'è,
siamo tutti slot machine senza ricordi
e sul treno pendolari nostalgie,
coi problemi di routine negli sguardi
e lo specchio dell'età ha un'immagine convessa,
ma la nostra libertà resta una promessa.
E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film, [E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film!]
mentre corriamo in un campino tutti dietro a un pallone,
tutti a ridere,
e le ragazze, le ragazze, le ragazze per noi,
restano bugie, ma l'importante è vivere!
Ci vediamo, poi non ci vediamo mai,
strade a senso unico le nostre vite,
dove andiamo? Dove vai? Non c'incontreremo più, [Dove andiamo? Dove vai? Non c'incontreremo più...]
come lettere, anche noi, mai spedite,
quella specie di allegria di una cena sbadigliata
e la classica bugia, "Bellissima serata".
E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo vedrai, [E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo vedrai!]
i nostri sogni stanno ancora nello stesso quartiere
di periferia,
a consolarsi di cazzate e di brioches alle sei,
a non dormire mai, ma l'importante è vivere!
E come al solito,
ma ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film,
chissà se siamo noi, ma l'importante è vivere!
Ci vediamo, poi di tempo non ce n'è,
perché ognuno c'ha il suo film
e questo siamo noi, ma l'importante è vivere! |
| » Sant'Elena « |
Io sono qui su un'isola, Africa occidentale,
mi hanno rinchiuso in una gabbia d'oro,
da cui nessuno può scappare.
Eppure una volta io ero un re, un imperatore,
qualcosa d'importante,
e ora per la storia sono un pazzo traditore,
un assassino, un delinquente.
E adesso nessuno si ricorda più
quant'era grande il mio impero
e tutte le vittorie sul campo
di questo folle condottiero.
È vero, sì, ho ammazzato,
ho commesso ogni nefandezza,
ma per me la storia la scrive solo
chi si macchia di grandezza.
Io sono qui a Sant'Elena, Africa occidentale,
e soltanto la mia anima, un giorno,
da qui potrà scappare.
Io sono qui a Sant'Elena, isola pedonale,
anch'io sono in esilio quaggiù,
un ex imperatore.
Anch'io ho avuto la mia Waterloo
e ho perso tutto ciò che avevo conquistato,
ma soprattutto ho perso te, che per sempre,
per sempre m'hai lasciato.
Per sempre m'hai lasciato... |
| » L'ultima birra « |
Ci vuole un'altra birra,
un'altra gioventù,
e un cuore di bottiglia,
per non amarti più.
Ci vuole il cameriere
gentile che lavora qui
e un bagno, dove andare
a piangere pipì.
Non cambia nulla
e il tempo affoga
nell’ultima birra,
ma, se potessi berla
insieme a te,
me ne farei due grandi baffi,
per strappare quel sorriso
dai tuoi occhi dolci e buffi,
che, se il paradiso c'è,
è qui su questa terra,
ce l'avevamo io e te,
ma ormai non cambia nulla,
e qui davanti a me
c'è l'ultima birra,
la silenziosa e lenta
rivoltella
di gente troppo sola
come me.
Ma ogni generazione
ha la sua guerra,
la sua religione
e l'illusione che la vita
è facile cambiarla
con l'ultimo sorso di birra.
E ci si incontra, ci si flescia,
ci si struscia un po' d'amore,
ci si prende, ci si lascia
a bere in questo bar,
l'ultimo sorso dell'ultima birra,
l'ultima birra. |
| » Il gusto di esistere « |
Con un dottore, un lettino e un soffitto dall'aria sgualcita,
son ritornato indietro a cercare il mio orologio, la vita,
che avevo perso dal sacco deluso dei sogni dal fondo bucato,
quanto ci ho messo a capire le cose che avevo sbagliato.
Quando ho sentito una pace staccarmi da queste mie gambe
e son cresciuto d'altezza e arroganza, per sentirmi grande,
cadendo dentro le storie degli altri in un modo contorto e banale,
per poi lasciarle così, senza neanche vederne il finale.
E il gusto di esistere me l'ero scordato
in un campo di brividi e di filo spinato,
e sembrava un reato.
Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza, [Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza,]
di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza, [di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza.]
ho lavorato ed ho perso del tempo, ma sempre come un apprendista,
e con la vita pian piano ci siamo un po' persi di vista.
[Ma il gusto di esistere...]
Ma il gusto di esistere mi stava tornando,
sotto forma di traffico con il suo sotto fondo.
E il tempo e la polvere in senso antiorario
tornavano ad essere questo mio desiderio,
e il suo esatto contrario.
Ma ho sotterrato il presente distante e mi son ritrovato nuovo,
come una pianta che nasce da un seme o una bestia da un uovo,
ed ho pagato il biglietto di vivere in una maniera diversa,
come l'omino che corre all'uscita di sicurezza.
[Perché il gusto di esistere...]
Perché il gusto di esistere, da quando son nato,
il gusto di esistere non mi è ancora passato!
[Perché il gusto di esistere, da quando son nato...]
Perché il gusto di esistere non mi è ancora passato! |
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