Francesco De Gregori - Prendere E Lasciare lyrics

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TuttoTesti » F. De Gregori » Prendere E Lasciare
« IndiceGli album  |  No Album Tracks
Compagni Di Viaggio
Rosa Rosae
Tutti Hanno Un Cuore
Un Guanto
Jazz
L'Agnello Di Dio

Stelutis Alpinis
Baci Da Pompei
Prendi Questa Mano, Zingara
Fine Di Un killer
Battere E Levare

» Compagni Di Viaggio «
Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
E avevano toccato il fondo della loro provvisorietà.
Lei disse sta arrivando il giorno,
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà.
E lui sentì crollare il mondo,
sentì che il tempo gli remava contro,
schiacciò la testa sul cuscino,
per non sentire il rumore di fondo della città.
Una tempesta d'estate lascia sabbia e calore.
E pezzi di conversazione nell'aria e ancora voglia d'amore.

Lei chiese la parola d'ordine, il codice d'ingresso al suo dolore.
Lui disse "Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso,
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore.
Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò "E' acqua passata".
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata.

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente "Sarà sempre tardi per me quando ritornerai".
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero "Ciao!"
per le scale e la luce dell'alba da fuori sembrò evaporare.

» Rosa Rosae «
Rosa che rosa non sei, rosa che spine non hai.
Rosa che spine non temi, che piangi e che tremi, che vivi e che sai.
Rosa che non mi appartieni, che sfiori, che vieni, che vieni, che vai.
Rosa che rose non vuoi, rosa che sonno non hai.
Rosa di tutta la notte, che tutta la notte non basterà mai.

Rosa che non mi convieni, che prendi e che tieni, che prendi e che dai.
Rosa che dormi al mattino e venirti vicino non oso.
Rosa che insegni il cammino alla sposa e allo sposo.
Rosa d'amore padrona, punisci e perdona, non chiuderti mai.
Rosa d'amore signora, digiuna e divora, non perdermi mai.

» Tutti Hanno Un Cuore «
Vivono di vera luce come stelle, come angeli in preghiera,
sono le giovani sentinelle di questa lunga sera.
Hanno lo sguardo feroce e innocente,
l'aria dura dei criminali,
vivono in questo estremo Occidente, sogni marginali.
Oppure chiusi dentro un'automobile, fanno buchi nella notte,
fino a vederla passare e scoppiare nelle braccia rotte.
Alcuni hanno una musica nella testa, ma non gli piacciono le parole,
tutta la vita una musica in testa, in cerca d'autore....
E tutti hanno, tutti hanno, tutti hanno un cuore.

Il coprifuoco comincia ogni sera più presto e le misure sono eccezionali.
Riconosciamo gli amici in un verbale d'arresto o dalle impronte digitali.
Ma non lo scrivono nei libri di testo e non lo mettono sui giornali.
Questo presente ogni giorno lo stesso, queste notizie tutte uguali.
E poi li vedi prima ancora dell'alba, gente che viene da fuori.
Scavano tra la terra e i rifiuti, per chissà quali tesori.
Nella spazzatura del mondo, uomini senza nome,
cercano un pezzo di specchio da vendere o un riflesso del sole.
E tutti hanno, tutti hanno, tutti hanno un cuore.

» Un Guanto «
Un guanto precipitò da una mano desiderata
a toccare il pavimento del mondo in una pista affollata.
Un gentiluomo, un infedele lo seguì con lo sguardo.
E stava quasi per raggiungerlo, ma già troppo in ritardo,
e stava quasi per raggiungerlo, ma troppo in ritardo.
Era scomparsa quella mano e tutta la compagnia
e chissà se era mai esistita.
Era scomparsa quella mano e restava la nostalgia
e il guanto e la sua padrona scivolavano via
e il guanto e la sua padrona pattinavano via.
Sotto un albero senza fiori si struggeva l'amore amato.
Il guanto era a pochi passi, irraggiungibile e consumato.
In quella grande tempesta d'erba, non era estate, nè primavera.
E non sembrava nemmeno autunno però l'inverno non esisteva.
E non sembrava nemmeno autunno perchè l'inverno non esisteva.
Quando un uomo da una piccola barca con un mezzo marinaio
vide qualcosa biancheggiare.
Un uomo da una piccola barca, sporgendosi sul mare:
era il guanto che rischiava di annegare,
era il guanto che rischiava di affondare.
Fu un trionfo di conghiglie, un omaggio di fiori
per il guanto restituito alla banalità dei cuori,
ad una spiaggia senza sabbia, a una passione intravista
ad una gabbia senza chiave, ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave, ad una vita senza vista.
E intanto milioni di rose rifluivano sul bagnasciuga.
E chissà se si può capire.
Che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire,
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.

Era la notte di quel brutto giorno, i guanti erano sconfinati,
come l'incubo di un assassino o i desideri dei condannati.
Dietro al guanto maggiore la luna era crescente
e piccoli guanti risalivano la corrente
e piccoli guanti risalivano la corrente.
Fino al Capo dei sogni e alla riva
del letto dell'innocente che dormiva.
Un mostro sconosciuto osservava non osservato
sopra a un tavolo il guanto incriminato
sopra al tavolo un guanto immacolato.

E il guanto fu rapito in una notte d'inchiostro
da quel mistero chiamato amore
da quell'amore che sembrava un mostro.
Inutilmente due nude mani si protesero a trattenerlo.
Il guanto era già nascosto dove nessuno può più vederlo,
il guanto era già lontano quanto nessuno può più saperlo.
Oltre la pista di pattinaggio e le passioni al dì di festa
e le onde di tutti i mari.
E il trionfo nella tempesta e le rose nella schiuma.
Il guanto era volato più alto della luna.
Il guanto era volato più leggero di una piuma.

Oltre il luogo e all'azione e al tempo consentito,
e all'amore e le sue pene.
Il guanto si era già posato in quel quadro infinito
dove Psiche e Cupido governano insieme
dove Psiche e Cupido sorridono insieme.

» Jazz «
Qualcuno avrebbe voluto occuparsi di jazz.
Qualcuno l'avrebbe saputo perfino suonare quel jazz.
Certamente non proprio benissimo
ma quel tanto che basta e che fa.

Che si dica "Ha vissuto la vita sotto l'ombra del jazz'.
Che si dica 'Quell'uomo ha vissuto sotto i colpi del jazz'.
Qualcuno avrebbe dovuto tuffarsi nel jazz.
Lontano dagli occhi del mondo,
volendo, in un'altra città.
Altri portici ed altri portoni
dove anche il buio è diverso da qua.
E perfino l'amore è più bello, a livello di jazz.
E la pioggia è più tiepida sotto l'ombrello del jazz.

Fa che duri il tempo, fa che giri lento, fa che scorra il pianto.
Fa che mi conosca, che mi riconosca quando mi vedrà.
Cantando con gli occhi come solo lei sa.
Cantando e ballando al ritmo del jazz.
Qualcuno avrebbe potuto sparire nel jazz.
Qualcuno l'avrebbe saputo perfino capire quel jazz.
Decifrare la nota segreta di ogni singola tonalità.
E buttarsi la vita alle spalle, a tempo di jazz.
E buttarsi in un giro di valzer, a tempo di jazz.
Fa che duri il tempo, fa che giri lento, fa che asciughi il pianto.
Fa che mi conosca e mi riconosca quando mi vedrà.
Cantando con gli occhi come solo lei sa.
Cantando e ballando al ritmo del jazz.

» L'Agnello Di Dio «
Ecco l'agnello di Dio che toglie peccati del mondo.
Disse la ragazza slava venuta allo sprofondo.
Disse la ragazza africana sul raccordo anulare.
Ecco l'agnello di Dio che viene a pascolare.
E scende dall'automobile per contrattare.
Ecco l'agnello di Dio all'uscita dalla scuola.
Ha gli occhi come due monete,
il sorriso come una tagliola.
Ti dice che cosa ti costa, ti dice che cosa ti piace.
Prima ancora della tua risposta ti dà un segno di pace.
E intanto due poliziotti fanno finta di non vedere.
Oh, aiutami a fare come si può, prenditi tutto quello che ho.
Insegnami le cose che ancora non so, non so.
E dimmi quanto maschere avrai e quanto maschere avrò.

Ecco l'agnello di Dio vestito da soldato,
con le gambe fracassate, con il naso insaguinato.
Si nasconde dentro la terra, tra le mani ha la testa di un uomo.
Ecco l'agnello di Dio venuto a chiedere perdono.
Si ferma ad annusare il vento ma nel vento sente odore di piombo.
Percosso e benedetto ai piedi di una montagna.
Chiuso dentro una prigione, braccato per la campagna.
Nascosto dentro a un treno, legato sopra un altare.
Ecco l'agnello che nessuno lo può salvare.
Perduto nel deserto, che nessuno lo può trovare.
Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare.
Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare.
Oh, aiutami a stare dove si può e prenditi tutto quello che ho.
Insegnami le cose che ancora non so, non so.
E dimmi quanto maschere avrai, regalami i trucchi che fai,
insegnami ad andare dovunque sarai, sarò.
E dimmi quanto maschere avrò.
Se mi riconoscerai, dovunque sarò, sarai.

» Stelutis Alpinis «
Se un mattino tu verrai fino in cima alle montagne
troverai una stella alpina che è fiorita sul mio sangue.
Per segnarla c'è una croce, chi l'ha messa non lo so.
Ma è lassù che dormo in pace e per sempre dormirò.
Ma è lassù che dormo in pace e per sempre dormirò.

Tu raccogli quella stella che sa tutto del tuo amore,
sarai l'unica a vederla e a nasconderla sul cuore.
Quando a sera sarai sola non piangere perchè
nel ricordo vedrai ancora tu e la stella insieme a me.
Tu e la stella insieme a me.

» Baci Da Pompei «
Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna che tramontò.
Non fu la stella che schiarì la notte.
La notte che arrivò e che s'illuminò.
E non fu lei che disse No.
E non fu lui che disse.
E non fu lei che disse No.
E non fu lui che disse No.

Non fu la nuvola che passò, non fu la nuvola, che si fermò.
E congelò il vapore dell'estate.
E le parole liberate senza fretta.
E non fu lei che disse 'Aspetta'.
E non fu lui che disse.
E non fu lei che disse 'Aspetta'.
E non fu lui che disse 'Aspetta'.

Che passi il segno della piena,
su questo cuore e su questa schiena,
e si addormentino gli amanti all'ombra del vulcano.
Possa bruciare sempre la tua mano, nella mia mano.
E consumarsi il mio destino col tuo destino.
E questa pioggia ritorni vino.
E questa cenere diventi vino.
Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna, che si inabissò,
non fu la stella che sparì,
non fù la notte, quando si squagliò e non fu l'aurora.
E non fu lei che disse Ancora.
E non fu lui che disse.
E non fu lei che disse Ancora.
E non fu lui che disse.
E non fu lei che disse Ancora.
E non fu lui che disse Ora.

Che passi il segno della piena,
su questo cuore e su questa schiena,
e si addormentino gli amanti all'ombra del vulcano.
Possa bruciare sempre la tua mano, nella mia mano.
E consumarsi il mio destino col tuo destino.
E questa pioggia ritorni vino.
E questa cenere diventi vino.

» Prendi Questa Mano, Zingara «
Prendi questa mano, zingara dimmi pure che futuro avrò.
Ora che il vento porta in giro le foglie e la pioggia fa fumare i falò.
E c'è uno che dice Guarda! Uno che dice Dove?, uno che dice Chissà.
E c'è acqua che è ferma, acqua che si muove, acqua che se ne va.
Prendi questa mano zingara, leggila fin che vuoi.
Leggila fino all'ultimo, leggila come puoi.
Prendi questa mano zingara, dimmi ancora quanta vita ci va.
Di quanti anni sarà fatto il tempo, e il tempo cosa sembrerà.
Saranno macchine o fili d'erba?
Saranno numeri da ricordare.
Saranno barche da ridipingere,
saranno alberi da piantare.
Prendi questa mano, zingara. Raccontami il buio com'è.
La notte è lunga da attraversare, fammi spazio vicino a te.
I tuoi occhi risplendono nel buio.
La tua bocca e le tue dita parlano.
Il tuo anello rovesciato si illumina.
Alla luce dell'insegna dell'albergo di fronte
i tuoi denti e la tua schiena brillano
mentre i tuoi sensi scintillano, nell'oscurità.

Prendi questa mano, zingara. Fammi posto vicino a te.
La notte è lunga da attraversare, fammi posto vicino a te.
I tuoi occhi sorridono nell'ombra
le tue carte si aprono le nostre mani si mischiano.
E il presente e l'infinito nel buio si confondono,
mentre i tuoi sensi rispondono, nell'immensità.

» Fine Di Un killer «
Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso.
Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso.
Nelle vene avrò una pista di vino rosso, di vino rosso.
Nelle vene avrò un ruscello di vino rosso.
Per vederci un po' più meglio in fondo al fosso, in fondo al fosso.
Ci saranno camomilla e rosmarino in fondo al fosso.
E cicuta e biancospino ed un fringuello e un pettirosso.
A guardare il mio destino malandrino in fondo al fosso.
Sette denti d'assassino e qualche osso,
da lasciare dove stanno,
stanno bene in fondo al fosso.

Ci vediamo domattina sotto al ponte, sotto al ponte.
Quando il fiume ha cancellato tutte quante le mie impronte.
Sulla testa avrò un cappello di tre punte, di tre punte.
Sulla testa avrò un cappello di tre punte.
Ed un occhio luminoso proprio al centro della fronte.
Amore riconoscimi dal fondo della via.
Amore mio perdonami se me ne vado via.
Amore mio salutami dal fondo della via.
Amore mio riguardami da questa brutta compagnia.
Quando il fuoco avrà squagliato,
avrà squagliato le mie scarpe.
E la pioggia avrà lavato, avrà lavato le mie colpe.
Non potrà più mozzicarmi nè la cagna, nè la volpe.
Non potrà più farmi male nè la vita, nè la morte.
Nè la morte col sorriso, nè la vita con la falce.
Nè la morte col sorriso, nè la vita con la falce.

Amore riconoscimi dal fondo della via.
Amore mio perdonami che me ne vado via.
Amore mio salutami dal fondo della via
Amore mio riguardami da questa brutta compagnia.
Amore riconoscimi dal fondo della via.
Amore mio perdonami che me ne vado via
Amore mio salutami dal fondo della via
Amore mio riguardami da questa brutta compagnia.

» Battere E Levare «
Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare.
Continuamente e malamente e con amore, battere e levare.
Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare.
Lo vedi, siamo come cani. Senza collare.
Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare.
Inutilmente e crudelmente e per amore, battere e levare.
Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni.
So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare.
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare.
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.
E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare.
Lo vedi tu com'è... come si deve fare.
Precisamente e solamente, battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare.

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