Cappello a Cilindro - Poeticherie lyrics

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TuttoTesti » Cappello a Cilindro » Poeticherie
« IndiceGli album
Per non Rallentare | Poeticherie
Parigi 1911
Ultimo Waltzer
Notte Rosso Tiziano
Mal Di Schiena
Camera Con Vista Sul Ritorno
Guarda Che Luna
Mo' M'ariposo

Rum & Pera
Niente
Piazza Di Provincia
Sedie Di Paglia
Collezioni Polverose
24 Dicembre

» Parigi 1911 «
(Instrumental)

» Ultimo Waltzer «
Scusa, potresti smettere di bere
Hai già una ruga sulla faccia, me lo dice sottovoce
Tenendo in mano la sua aria da dolcissima minaccia
E fuori, c'è notte bruma nel cortile
A passi incerti s'allontana e poi s'affaccia
Crede soltanto per un attimo di aver capito troppo

Siedi, che io già zoppico dal sonno
Intorno uno di quei giorni assai poco interessanti
Pieno di maschere e di nuvole e di scioperi e dei santi
Vedi, come ti si scassano i pensieri
Come l'amore tende sempre ad accelerare
Che non ti bastano i ricordi per poterlo ricordare ma...

Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido
Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido

Scusa, potresti smetterla di amarmi
È che c'ho perso l'abitudine e gli orari e poi sai
Non mi ritrovo con la voglia di acchiapparti con le mani
Vedi, come ti si scassano i pensieri
Come l'amore tende sempre ad accelerare
Che non ti bastano i ricordi per poterlo ricordare ma...

Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido
Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido
Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido
Restiamo ancora qua
Balliamo un altro po'
La fuori è freddo e tutto sembra poco nitido

» Notte Rosso Tiziano «
Di notte mi trovo a riempire i miei giorni di comodità
Nel frastuono del carro che passa e svende la felicità
Sento appena un ragazzo cantare e stonare, che quasi voce non ha
Ma ha l'amore negli occhi che gli ridono gonfi di vino e cognac

Una coppia nel buio d'inverno se ne frega del freddo che fa
Della gente che passa e li trova abbracciati su quella scala che va
Con al fianco le loro valige stracolme di anni e tran tran
Ma ora fermi ad appendere sogni a quei baci nascosti da una sciarpa e un foulard

Ma il tempo sta cambiando ed è ora di far pace con i miei maglioni
Di accendere un camino per scaraventarci dentro docili emozioni
Io avrei un bel po' di voglia di ascoltare Paolo e la sua Genova per noi
Mettere a posto i miei pensieri a quell'ora che sa già di ieri...

Una cena fugace prima di rincontrare un amico che sta
Sta tornando da un viaggio con in tasca esperienze e qualche novità
Tra un portone che allentato dal tempo non ricorda l'età
Il telefono squilla... una donna che aspetta

Il rumore dell'auto disturba la quiete di un cane più in la
Che sta abbaiando più forte del rumore delle nostre risate
Mentre si affaccia un sorriso di bocca cortese e rosea semplicità
Io che vorrei raccontarle una storia e colori e versi di libertà

Ma il tempo sta cambiando ed è ora di far pace con i miei maglioni
Di accendere un camino per scaraventarci dentro docili emozioni
Io avrei un bel po' di voglia di ascoltare Paolo e la sua Genova per noi
Mettere a posto i miei pensieri a quell'ora che sa già di ieri...

Ma il tempo sta cambiando ed è ora di far pace con i miei maglioni
Di accendere un camino per scaraventarci dentro docili emozioni
Io avrei un bel po' di voglia di ascoltare Paolo e la sua Genova per noi
Mettere a posto i miei pensieri a quell'ora che sa già di ieri
E farmi pure due bicchieri!

» Mal Di Schiena «
Mal di schiena
e lenzuola più bianche del solito
per confonderlo almeno stasera
guardo l'ora
il tempo non sembra raccogliere l'umidità
il tempo non trema

Bocca amara
di vino allungato, irritante
per voce, buongusto e palato
ma bevo ancora
per vederti arrivare diversa stavolta
ma da qualsiasi altra cosa

Da cantina le mie idee più chiare, le tue ragioni
per rimetterci a scarabocchiare un amore
ma è quasi mercoledì
e ho già fretta di perdermi
nei tuoi abbracci invidiabili
mio amor

Neve chiara
dentro i racconti di chi torna indietro
soltanto per partire ancora
tu una scusa
tu e le punte dei tuoi stivali da sera
tu la mia bella sciantosa

Da cantina le mie idee più chiare, le tue ragioni
per rimetterci a scarabocchiare un amore
ma è quasi mercoledì
e ho già fretta di perdermi
nei tuoi abbracci invidiabili
mio amor

» Camera Con Vista Sul Ritorno «
La luce è poca in questa stanza e quasi sembra
Che voglia ricordarmi di stare buono e non urlare,
Perché si sa che in un albergo non si urla, ma si sogna
Ed io voglio sognare i campi di cotone

Su un libro ho letto di una locanda sulla costa
E di persone che dipingono il mare con l'acqua di mare,
C' ho trovato Rita, bellissima, con un nome francese, vestita d'aria,
a parlare sempre con un tizio che calcolava i confini delle onde

E' da qui che poi si parte,
Qui, dove le onde possono avere al massimo dei contorni e mai gli stessi,
Qui, dove la notte sono i racconti dei pescatori a portarsela via,
Insieme alle luci e alle strombazzate della strada dei semafori

E Nino mi fa tenerezza
Mentre mi racconta le sue vecchie storie decennali
Sugli scioperi ideali e sulle abitudini dei cani

Mezze parole dette piano con lo squillo di telefoni
E venditori di rose ambulanti che qui non arrivano mai,
Viaggiatori napoletani con i loro accenti messi sulla vocale sbagliata
E versi scritti alla luce di un neon

E poi c'è che mi pettino i pensieri con le mani
E non sono mai troppo ordinati, troppo lunghi o rovinati,
Colorati forse dalla certezza di averti vista passare
Con sulla faccia il tuo sorriso ingenuo e con le ali

E da lontano l'etna a bocca aperta colora il cielo di rosso,
Come a dire non dimenticatevi di me, del mio ricordo,
Mentre i Normanni costruiscono castelli sulle sue parole


E Nino mi fa tenerezza
Mentre mi racconta le sue vecchie storie decennali
Sugli scioperi ideali e sulle abitudini dei cani

» Guarda Che Luna «
Guarda che luna, guarda che mare,
da questa notte senza te dovrò restare
folle d'amore vorrei morire
mentre la luna di lassù mi sta a guardare.

Resta soltanto tutto il rimpianto
perché ho peccato nel desiderarti tanto
ora son solo a ricordare e vorrei poterti dire
guarda che luna, guarda che mare!

Ma guarda che luna, guarda che mare,
in questa notte senza te vorrei morire
perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire
guarda che luna, guarda che mare!
Guarda che luna, guarda che mare! Che luna!

» Mo' M'ariposo «
Eccole che mostrano la schiena
signorine illibate
passeggiate che l'aria vi aiuta
a mettere e a rassodare
scarpe e cosce sempre nuove

Laureati di poca fortuna
malati di un principio di carriera
passeggiate che l'aria vi aiuta
ad aspettare con pazienza
e a smaltire le bottiglie
e le promesse fatte sottovoce
dentro ai fine settimana
dentro ai corridoi di casa

Ma voi passeggiate che io resto qua
mi siedo e m'ariposo
che l'amore è sempre un mese fa
mò prima o poi me sposo

Giovani vestiti di cultura
tutti petto e pettinatura
passeggiate ancora un'ora sola
che la notte con le ombre e
le civette s'avvicina

Camminate e andate a cento all'ora
come i matti dentro casa
che bestemmiano il tramonto
quando viene sera
che sbatte sopra alle vetrine
nascondendo col riflesso
le commesse dalle gonne corte
con le unghie troppo lunghe
per massaggi sulla faccia

Ma voi passeggiate che io resto qua
mi siedo e m'ariposo
che l'amore è sempre un mese fa
mò prima o poi me sposo
ma intanto m'ariposo

» Rum & Pera «
Così diverso e distratto da te
e da nuvole troppo pesanti
quattro bicchieri per spiegarti com'è
che ancora non riesco a slegarti

Fogli già pieni di certi va beh,
potremmo un minuto sederci
per rovistare con tranquillità
nei ciao come vanno i ricordi e i suoi tarli

Vestiti vestimi di avarie
e di giorni passati a sposarti
vestiti vestimi di vai via
che magari mi giro a guardarti

Foto di vicoli e notti per me
che ho lasciato alle mani i suoi schiaffi
lo strofinarmi nervoso
i contorni degli occhi e dei baffi

Ecco una scusa un altro va beh,
non è che hai trovato i miei denti
io li ho lasciati attaccati da te
al tuo nome più giusto di tanti commenti

Vestiti vestimi di avarie
e di giorni passati a sposarti
vestiti vestimi di vai via
che magari mi giro a guardarti

Vestiti vestimi di avarie
e di giorni passati a sfiorarti
vestiti vestimi di vai via
che magari poi smetto di amarti

» Niente «
In fondo cosa c'è di strano nel parlare sottovoce
sussurrandoti vorrei ricoprirti di mimose
in fondo cosa c'è di strano se racimolo i tuoi abbracci
fatti per i miei ricordi consumati come stracci

In fondo cosa c'è strano in tutte le bestemmie ai santi
donne, matti e ragionieri, forse in fondo tutti quanti
in fondo cosa c'è di strano se la notte è per i ladri,
per le multe e le puttane, fatte solo a certi orari

In fondo cosa c'è di strano
in fondo cosa c'è...

In fondo cosa c'è di strano in tutte le camice verdi
in quei mille fazzoletti sventolati a mo' di guanti
in fondo cosa c'è di strano se la vostra Italia è di un colore
bianca come l'ultima opinione sull'immigrazione

In fondo cosa c'è di strano in una notte calabrese
sabbia, erba e poi racconti di rispetto andati in ferie
in fondo cosa c'è di strano se il mio amore è diventato
una parola da canzone o solo un cambio di stagione

In fondo cosa c'è di strano
in fondo cosa c'è...

In fondo cosa c'è di strano se la grazia delle donne
è andata via con l'imbarazzo di portar fiori sulle gonne
in fondo cosa c'è di strano se le mie scarpe chiodate
sono troppo abituate a normali passeggiate

In fondo cosa c'è di strano
in fondo cosa c'è...

In fondo cosa c'è di strano
in fondo cosa c'è...

» Piazza Di Provincia «
Grida spezzate, forse qualcuno andando via ha risposto male all'oste
questa è una nuova, diceva il tizio col gilet e con le sue doti nascoste
sopra la notte e in tasca un giorno di parole da usare sottovoce
per non svegliare, per non stupire, per la tua voce

Ore veloci già pronte a portarti via dai sogni un'altra notte
donne e bottiglie davanti alle vetrine spente e nei discorsi di chi parte
a mani vuote sono venuto per cadere al più presto in un abbraccio
senza aspettare, per non capire, senza un ormeggio

Come l'amore che ci consuma se solo arriva la sera
come il mio amore fatto di luna per la tua pelle di seta
ecco l'amore, ecco una scusa, una bugia un po' più vera
solo un bicchiere di vino buono....

Pezzi di piazza coi suoi lampioni ed il suo bar la luce dell'insegna
l'estate resta con le sue nuvole più bianche ma il caldo già sbadiglia
finestre chiuse su certe storie di provincia e di vite senza sveglia
che poi si parla e ci si imbroglia sulla lunghezza delle ciglia

Come l'amore che ci consuma se solo arriva la sera
come il mio amore fatto di luna per la tua pelle di seta
ecco l'amore, ecco una scusa, una bugia un po' più vera
solo un bicchiere di vino buono per ogni tua buona maniera

» Sedie Di Paglia «
Di nascosto il vento stava portando via i resti di una festa estiva
la banda risuonava ancora, quasi potevi andare a tempo di gran cassa
qui un semplice via vai, di quelli che t'immagini, fatti di amori in gabbia
qui a non cercare guai, a chiedere alla notte di esser notte quanto basta

Di nascosto il vento stava rubando foglie ai rami e rami ai marciapiedi
qualcuno ragionava urlando seduto sopra sedie di vecchia paglia e tarli,
lei con i suoi colpi di tosse amava ogni suo uomo ogni volta e non più di quanto l'odiasse
lei teneva in mano una foto a mo' di porta fortuna ma non sembrava capisse che...

Non era una notte qualunque
cielo gonfio di stelle, tipico di Settembre
Ma non era una notte qualunque
sfumature d'Oriente, sfumature

Di nascosto il vento stava portando via i resti di una festa estiva
la banda e il suo corteo nell'aria, potevi camminare a tempo di gran cassa
lei non ricordava chi fosse e amava ogni suo uomo ogni volta e non più di quanto l'odiasse,
lei con la sua foto ricordo, a mo' di porta fortuna, forse credeva alle stelle

Non era una notte qualunque
cielo gonfio di stelle, tipico di Settembre
Ma non era una notte qualunque
sfumature d'Oriente, sfumature

» Collezioni Polverose «
La notte sembrava una sorta di amante perfetta
lasciava passare quel tanto che basta ogni piccola voglia
sospiri, sorrisi di quelli che vanno di fretta
composti, ordinati, mai stanchi e magari abbinati a una specie di gonna

Con gli occhi a civetta restava ogni sera il tipo vicino alla porta
sembrava distratto dall'uso un po' astratto di qualche maglietta,
dalla donna coi tacchi, tanto alti da fare invidia a un artista di strada,
lei camminava leggera e ondeggiava sicura come in un romanzo rosa

Ma la notte a quest'ora va un po' più veloce
E l'amore, tu diresti, a quest'ora è sempre un po' più volgare

La notte sembrava una mela da cogliere e basta
un peccato veniale, come a dire il sesso in divieto di sosta,
bicchieri svuotati e lasciati seccare alla luna
bicchieri rubati per collezioni polverose in qualche angolo di casa

Ma la notte a quest'ora va un po' più veloce
E l'amore, tu diresti, a quest'ora è come un giro di waltzer
ma la notte a quest'ora va un po' più veloce
e l'amore, tu diresti, a quest'ora e sempre un po' più volgare

» 24 Dicembre «
Strade, quelle di quasi natale
qualche idea da regalare
ore gonfie di rumore
facce vuote, tasche piene,
mani fredde congelate
che si sente bestemmiare
pure i muri di paese

Strade, quasi un vizio stagionale
Il viavai a un confessionale
e di prezzi andati a male
le commesse, le vetrine
sempre pronte a luccicare
come fossero comete
come fosse il 3 d'aprile

Strade, un concerto da cortile
tutto giacche e niente stile
solo gente da evitare
nei contorni, nelle rime
la vigilia di Natale
fra presepi, orsoline
e una donna da chiamare

E si aspetta mezzanotte
tra i ricordi, corde rotte
e si aspetta mezzanotte
tra i ricordi, corde rotte

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